Dire che i Milwaukee Bucks sono stati deludenti lunedì sera, nella partita giocata contro gli Utah Jazz, sarebbe un eufemismo.
Non solo hanno perso la quarta delle loro ultime cinque partite, ma il modo in cui il tutto è successo è stato a dir poco imbarazzante.
Jordan Clarkson e Lauri Markkanen hanno guidato i Jazz in questa partita. Hanno chiuso entrambi con 21 punti, e il secondo ha condito il tutto con 14 rimbalzi, 2 assist, una palla rubata, una palla bloccata e 0 palle perse in 32 minuti in campo.
Ai Bucks non è bastato uno Giannis Antetokounmpo da 25 punti, 10 rimbalzi e 11 assist. Il suo sforzo è stato utile a portare lo svantaggio “solo” sul -7, ma alla fine si è rivelato inutile.
Il risultato? Un orrendo 116-132. Ed i tifosi del Fiserv Forum non sono stati così tanto contenti di ciò che hanno visto. Tanto che i fischi sono iniziati già durante il secondo quarto, sul 60-34 a favore degli Utah Jazz, che hanno dominato a livello offensivo e preparato il terreno per la delusione del pubblico.
Dopo la partita, a Giannis è stato chiesto cosa ne pensasse dei tifosi che fischiavano durante la partita. E il due volte MVP è stato brutalmente onesto.
Pur esprimendo gratitudine per il loro sostegno, Giannis ha sottolineato che l’amore dei fan è anche accompagnato dall’aspettativa che i giocatori diano il 100% in campo.
“Penso che abbiamo dei tifosi fantastici. In questa lega, se non giochi bene e non dai tutto te stesso per la squadra, vieni fischiato” ha detto ai microfoni di The Athletic. “Parliamoci chiaro, mi sarei fischiato anche io stasera”.
Nelle ultime due partite, i Bucks si sono distaccati dal loro approccio abituale, soprattutto nella preparazione del secondo tempo.
Nella partita contro gli Houston Rockets, hanno alzato notevolmente il livello delle proprie prestazioni dopo un primo tempo poco brillante. Tuttavia, i loro sforzi di rimonta sono stati vani. Uno scenario simile si è verificato nella partita contro Utah.
Con un margine di oltre 15 punti a metà del terzo quarto, Chris Livingston è stato finalmente messo in campo. Alla disperata ricerca di una scintilla, i Bucks hanno cercato di invertire la tendenza in ogni modo possibile e immaginabile, e la scelta ha dato i suoi frutti.
Il rookie ha dato una spinta immediata, mostrando tutte le sue abilità.
Nonostante qualche errore da principiante, la decisione di coach Adrian Griffin si è rivelata brillante, iniettando l’energia necessaria alla squadra.
Ma ora, sarà la prossima gara ad essere più dura che mai, in quanto i Bucks affronteranno i migliori ad Est, i Boston Celtics.
Sebbene Boston sia in vantaggio in classifica, anche loro stanno uscendo da una striscia di sconfitte. Resta solo da capire: chi la spunterà?

