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Draft NBA 2020, Nico Mannion: cosa può portare l’italiano nella lega?

di Gianluca Bortolomai
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C’è sempre un che di emozionante quando un nostro connazionale raggiunge qualche traguardo e in questa lista si aggiungerà presto Nico Mannion, prossimo italiano al Draft NBA.

Nico ha lo sport nel sangue: il papà, Pace Mannion, è stato la quarantatreesima scelta al Draft NBA nel 1983 da parte dei Golden State Warriors. Non avendo sfondato in America si trasferisce in Italia dove costruisce una carriera più proficua, in particolare a Cantù dove ha vinto una Coppa Korac nel 1991. Dopo aver cambiato diverse squadre dal ’93 in avanti, si trasferisce alla Virtus Siena nel 2001, dove conosce Gaia Bianchi, pallavolista. Pochi mesi dopo nasce il piccolo Nico. Fortunatamente per la nostra nazionale Nico ha mantenuto il passaporto italiano, pur essendosi trasferito negli Stati Uniti dove ha frequentato la Pinnacle High School a Phoenix prima di passare agli Arizona Wildcats, alma mater di giocatori come Steve Kerr e Andre Iguodala.

Il prossimo passo, ormai poco distante, è il salto in NBA passando per il Draft del 18 novembre, dove sembra essere papabile per una scelta a metà del primo giro, superando quindi papà Pace. Inizialmente dato nella top 10, le sue quotazioni sono scese parallelamente alla risalita di giocatori come Okoro, Haliburton o Anthony proiettandolo in una posizione tra la ventesima e la ventisettesima scelta.

 

Draft NBA, Nico Mannion: i punti di forza

Fisicamente molto agile e veloce, Nico è dotato di qualità ideali per la figura del playmaker moderno: grande visione di gioco, propensione al passaggio decisivo che trova con facilità (per lui 5.3 assist di media con i Wildcats), alto QI cestistico nel leggere le situazioni in campo.

Nico Mannion in questa azione  sfrutta la sua visione di gioco per chiudere il possesso con un canestro.

A questo aggiunge anche una discreta mano: 14 punti di media nel torneo NCAA prima dell’interruzione. Le percentuali sono da perfezionare (32% dall’arco, 39% dal campo) ma è assolutamente in grado di costruire il tiro da fermo, dal palleggio, uscendo dai blocchi e in penetrazione aggredendo il ferro. Da questo punto di vista è abbastanza duttile. Il trattamento della palla è di prima qualità ed è un’arma che usa per prendere in controtempo gli avversari e tentare l’ingresso in area o attirare il raddoppio per scaricare ad un compagno meglio piazzato, anche se predilige il tiro direttamente dal palleggio. Grazie alla velocità combinata con l‘immediata lettura delle difese, è anche un giocatore perfetto per guidare le transizioni. La sua bravura si nota anche nel movimento senza palla e nel posizionamento nella fase offensiva.

Oltretutto, aggiunge anche grande attenzione in difesa, per quanto il fisico leggero non lo aiuti particolarmente nei giochi in post. La prontezza di riflessi gli ha permesso di collezionare 1.2 recuperi a partita e 2.3 rimbalzi sotto il tabellone amico. Anche qui i dettagli sono da affinare, ma le potenzialità per migliorare ci sono tutte.

Grazie alle sue mani veloci può rendersi protagonista di importanti recuperi.

 

I punti deboli

Il principale punto di forza è anche uno dei suoi più importanti punti deboli: il fisico. La leggerezza lo rende utile e imprevedibile in attacco, ma lo rende anche poco versatile. In difesa diventa facile bersaglio di giocatori più forti fisicamente contro cui avrà molte difficoltà ad assorbire i contatti. In NBA questo può essere un grosso problema.

Altra pecca è la quantità di palle perse in rapporto agli assist messi a referto, 2.6 a partita in media. Una maggiore attenzione nel selezionare la giocata giusta sarà fondamentale nei professionisti, dove forzare porta inevitabilmente ad alzare il numero dei turnover.

In sostanza, Mannion dovrà lavorare duramente in palestra per rinforzarsi fisicamente e mettere su il giusto peso da contrapporre agli avversari. Dovrà anche fare i necessari aggiustamenti al suo gioco offensivo per adattarlo ai ritmi e agli schemi della NBA.

 

La probabile destinazione

Le squadre più adatte a livello di inserimento sembrano essere due in particolare: iMiami Heat e i New York Knicks, rispettivamente alle chiamate 20 e 27. Un’occhiata può andare anche ai Philadelphia 76ers, ventunesimi, e agli Oklahoma City Thunder, venticinquesimi, dati tra i favoriti alla selezione dalla lista definitiva del Mock Draft di ESPN.

Nico Mannion draft NBA

Nico Mannion con la casacca di Arizona.

Tutte queste squadre beneficerebbero di una point guard con le qualità di Nico, chi per assoluta mancanza di un giocatore in quel ruolo nel roster, come i Knicks, e chi perché potrebbe doversi trovare a sostituire un giocatore in partenza. Gli Heat e i Sixers potrebbero infatti non ritrovare nel prossimo campionato pedine fondamentali (come Dragic ad esempio), e Mannion ha le carte in regola per candidarsi ad un ruolo come sostituto di Kendrick Nunn e Shake Milton. Discorso a parte per i Thunder ormai praticamente certi di non poter contare su Chris Paul, in partenza verso squadre più attrezzate per vincere l’anello. in questo caso si troverebbe in una squadra giovane a ritagliarsi il ruolo di rincalzo di Shai Gilgeous-Alexander, uscendo dalla panchina e dando una nuova opzione alla franchigia.

Le potenzialità per assumere gradualmente un ruolo di primo piano ci sono tutte, anche se Nico Mannion non arriva al Draft NBA con la bolla del campione assoluto. Se saprà lavorare sugli aspetti da migliorare, potremo aspettarci cose molto interessanti da lui.

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