Dopo una prima parte interamente dedicata alle guardie e alle ali, con annessa stregua di candidati alla corsa per l’MVP e per la palma di miglior giocatore Dunkest, oggi ci soffermiamo sui centri e su due ruoli fondamentali nel fantabasket Dunkest NBA 2018-2019: il sesto uomo e l’allenatore.
Molto spesso, in pochi danno rilevanza a questi due componenti della squadra che, al contrario, sono la chiave per rendere un team Dunkest competitivo o meno. Figure destinate, nell’arco della stagione, ad essere modificate nella maggior parte dei casi, onde evitare situazioni spiacevoli come punteggi malus importanti (come accaduto nella scorsa stagione con Donovan o Van Gundy ad esempio). insomma, sesto uomo ed allenatore rappresentano la scelta più difficile per il fanta-allenatore che, se azzeccata, potrebbe risultare la marcia in più fondamentale per battere gli avversari.
Andando per ordine, proseguiamo quindi con l’analisi ruolo per ruolo, operando un piccolo focus per quanto riguarda i 6th men più interessanti di Dunkest NBA 2018-2019.
Dunkest NBA 2018-2019, i protagonisti: i centri
Joel Embiid (Philadelphia 76ers, crediti: 15,6): finalmente, The Process ha conquistato un posto tra i giocatori più influenti del fantabasket, dopo una grandissima stagione scorsa. Senza ombra di dubbio, il centro più dominante del lotto, che può raggiungere un 28 PPG/15 RPG di media a stagione. Joelone lo ha nelle corde e su Dunkest non può non essere una delle prime scelte, se non la prima in assoluto, quando si parla di questa categoria. Il prezzo è molto conveniente e la paura che il #21 possa saltare molti back-to-back sta sempre più scemando, dopo le 63 partite giocate lo scorso anno (molte delle 19 partite saltate sono state per infortunio).
Nikola Jokic (Denver Nuggets, crediti: 18,5): il centro dei Denver Nuggets è il Jolly per eccellenza su Dunkest. un giocatore che, se in giornata, può andare tranquillamente alla caccia della tripla-doppia. La sua costanza nel corso della RS è l’incognita più rilevante: se saprà spalmare le sue prestazioni nelle 82 partite della stagione, allora The Joker potrebbe diventare il miglior centro Dunkest per punteggio e media punti.
Myles Turner (Indiana Pacers, crediti: 10,9): l’asso nella manica, il profilo che non ti aspetti sia per la NBA che per il fantabasket. Gli insiders, in estate, lo hanno definito come il candidato principale al prossimo MIP e la vera mina vagante della Eastern Conference. Dopo un paio di stagioni in chiaroscuro, quindi, sembra essere arrivato il momento di Myles Turner. Il contesto Pacers, come abbiamo visto negli ultimi anni, è quello più adatto per potersi migliorare e per effettuare lo step decisivo verso i top player NBA. Che Turner possa essere il nuovo Oladipo anche su Dunkest? Chissà, ma le premesse non sono da sottovalutare.

DeMarcus Cousins (crd 17,5) e Al Horford (crd 12) sono i due infortunati illustri della categoria: i due non si affrontano dalla stagione 2016-2017, quando Cousins militava ancora nelle fila dei Kings.
Estromettendo DeMarcus Cousins (out per infortunio fino a febbraio) e Karl-Anthony Towns (crd 19,5) per la valutazione troppo alta ed la situazione nello spogliatoio dei Twolves, la cerchia dei pivot consigliati si restringe notevolmente. Nomi interessanti sono quelli di Andre Drummond (crd 15) dato in netto miglioramento dopo un intenso lavoro in estate sul tiro, Rudy Gobert (crd 13,9) che, senza intoppi di percorso (infortuni in particolare, può diventare l’uomo giusto tra la seconda fascia di centri e la coppia di veterani Dwight Howard (crd 13,7) e Enes Kanter (crd 13,1) pronti a dire sempre la loro a livello di doppie-doppie e di media pdk.
Scendendo di valutazione, scelte allettanti possono essere rappresentate da Steven Adams (crd 11,6) e Hassan Whiteside (crd 12,8), ovvero due tra i migliori rimbalzisti offensivi della Lega. Un occhio di riguardo anche per Javale McGee (crd 9,8), migliore profilo per rapporto qualità/prezzo, e per Jarrett Allen dei Nets (crd 8,3) letteralmente esploso lo scorso anno soprattutto da Gennaio in poi.
Dunkest NBA 2018-2019, i protagonisti: i 6th men
Josh Jackson (Phoenix Suns, crediti: 9,1): alla stagione da sophomore, Josh Jackson è già chiamato a dare un segno effettivo della sua presenza in quel di Phoenix. La dirigenza gli ha dato fiducia, nonostante una stagione al di sotto delle aspettative. La scelta n.4 del Draft 2017, tuttavia, ha fatto intravedere nel dopo All-Star Game un potenziale straordinario in entrambe le fasi, registrando numeri importanti anche in ottica Dunkest. La valutazione è tendenzialmente alta ma, quest’anno, Jackson sarà impegnato da Kokhoskov anche come guardia ed avrà soprattutto meno responsabilità difensive, visto l’arrivo di Ariza e la presenza di Ayton sotto canestro. Una scommessa rischiosa che potrebbe regalare grandi soddisfazioni.
Cedi Osman (Cleveland Cavaliers, crediti: 7): dopo l’addio di Lebron, il turco è il prescelto per occupare la posizione 3 tanto cara ai Cavaliers. Il suo sarà un compito impossibile, poichè è fuori da ogni logica pensare che qualsiasi altro giocatore della NBA possa sostituire degnamente il King. Tuttavia, sia in Summer League che in Preseason, Cedi ha dimostrato di essere molto migliorato nel palleggio e nella fase offensiva, mostrando una notevole quantità di soluzione. Partirà in quintetto, avrà molto minutaggio e dovrà essere influente nelle due fasi e a rimbalzo: Osman ha tutte le carte in regola per diventare il tuttofare dei Cleveland Cavaliers ed un ottimo elemento per quanto riguarda il ruolo da 6th man per Dunkest.

Golden State Warriors e Los Angeles Lakers sono le squadre che presentano il maggior numero di consigliabili per il ruolo di sesto uomo: su tutti, Kevon Looney, Jordan Bell e Andre Iguodala (8,3-8,5 crd) da una parte, e Lonzo Ball, Lance Stephenson e Michael Beasley dall’altra (rispettivamente 9.8, 8.6 e 8.2 crd)
Oltre ai due consigliati, il ruolo del sesto uomo si estende ad una vasta area di credito, a seconda del budget a disposizione del fanta-allenatore. Valide alternative possono essere Terry Rozier (crd 10) che costituirà insieme a Jaylen Brown il duetto di panchinari di fiducia di Brad Stevens, De’Aaron Fox di Sacramento (crd 9,2) atteso ad una stagione notevolmente migliore rispetto a quella d’esordio, JJ Redick di Philadelphia (crd 8,9), guardia di riferimento per Brown e tiratore prescelto dei 76ers e John Collins (crd 8,9), unico giocatore veramente prendibile di Atlanta.
In seconda linea, troviamo anche Tyreke Evans di Indiana (crd 8,8) che può trovare continuità e buone prestazioni alla corte di coach McMillan, Marco Belinelli (crd 8,4) che torna da colui che lo ha fatto esprimere ai massimi livelli, ovvero Popovich e Josh Richardson di Miami (crd 8,4), giocatore poco considerato dagli utenti Dunkest nonostante le sue ottime prestazioni recenti. Addentrandoci nel sottobosco, prese interessanti possono essere rappresentate da Trey Burke (crd 6,4), possibile PG titolare dei New York Knicks e da Pascal Siakam dei Raptors (crd 5,8) che sarà uno degli uomini di fiducia della second-unit di Nurse.
Dunkest NBA 2018-2019, i protagonisti: gli allenatori
Nate McMillan (Indiana Pacers, crediti: 7): la crescita di Indiana è il risultato di un lavoro durato stagioni. Nate McMillan è pronto ora a raccogliere i frutti di un raccolto abbastanza florido. Una squadra che, dopo i risultati della scorsa stagione, ha l’obbligo di tagliare il traguardo delle 50 vittorie e puntare di diritto alle semifinali di Conference, se non a qualcosa di più importante. Il prezzo è molto buono, per una franchigia che, sulla carta, può anche arrivare davanti ai Bucks e ai Wizards.
Dwane Casey (Detroit Pistons, crediti: 6,6): vittima di una delle decisioni più insensate del finale della scorsa post-season, Casey sente l’odore di rivincita in quel di Detroit: i mezzi per fare bene ci sono, almeno per 3/5 del roster. Il resto è tutto da scoprire: la chiave di volta potrebbe essere la rinascita di Reggie Jackson, completamente scomparso dai radar negli ultimi due anni e che con l’ex HC dei Raptors potrebbe trovare una seconda vita in NBA. Con un coppia di All-Stars come quella formata da Drummond e Griffin, l’obiettivo minimo è quello di centrare i playoff con un record dignitoso.
Per il ruolo di allenatore, consiglio vivamente di rimanere nell’ambito della Eastern Conference, Ad Est, ci sono meno possibilità di errore, anche se l’HC è spesso uno dei membri delle squadre più cambiati durante l’annata Dunkest. Detto questo, gli altri uomini più interessanti da seguire sono Mike Budenholzer di Milwaukee (crd 8) e Luke Walton (crd 8,8), unico coach di riferimento per quanto riguarda la Western Conference in termini di qualità/prezzo. Oltre a costoro, possibili scommesse sono Fred Hojberg di Chicago (crd 6,2) e David Fizdale (crd 5,8) di NYK, in caso di rientro anticipato di Porzingis.
In conclusione, vi rinnoviamo l’appuntamento con la nostra lega ufficiale Dunkest (NBA Passion Ufficiale, cod. campionato: 5E364181) in cui sarete voi i protagonisti e i papabili vincitori. Inoltre, seguiremo ogni giornata Dunkest con i nostri consigli giornalieri sul sito NBAPassion.com e sul nostro canale ufficiale YouTube. Di seguito, infatti, potete trovare il video completo riguardante tutti i consigli sui protagonisti della prossima stagione di Dunkest NBA 2018-2019. Insomma, tutti proiettati sull’inizio della stagione programmato per martedì notte al TD Garden. Buon Dunkest a tutti!

