Milano, 28 settembre 2025 – In occasione dell’attesissima finale di Supercoppa Italiana, abbiamo avuto l’onore di visitare il “dietro le quinte” di Sky Sport. Un viaggio esclusivo all’interno della macchina produttiva, che quest’anno ha acceso i riflettori su una grande novità: la nascita di Sky Sport Basket, il nuovo canale interamente dedicato alla pallacanestro.
Tra gli intervistati anche Andrea Meneghin, che ora è diventato parte al 100% del team Sky.
Com’è stato passare dal parquet al microfono?
“Sinceramente, ci ho messo un po’. Soprattutto perché il passaggio è stato lento, ho smesso nel 2005 e ho iniziato ad allenare le giovanili. Poi, un giorno, ho ricevuto una chiamata di Fabio Guadagnini, che mi chiese se volessi fare il commentatore tecnico. Io pensavo avesse sbagliato Meneghin, pensavo cercasse papà, invece no. Così ho cominciato, anche senza tanta preparazione, sinceramente. Mi avevano chiesto di riportare semplicemente quello che vedevo io dalla mia postazione. E piano piano, partita dopo partita, sono andato avanti. Ovviamente un po’ si impara facendo, soprattutto i tempi televisivi, che sono la cosa più complicata”.
Quali sono le differenze che noti tra il basket contemporaneo e il basket che giocavi tu?
“Adesso sono tutti iper atletici, rapidissimi, saltano quasi da metà campo, tirano da tutte le posizioni, hanno molta più libertà di creare anche tiri fuori dalla norma. Ai miei tempi si faceva un tiro strambo, cambio, panchina e stavi lì a guardare gli altri. Poi si sono accorciati tantissimo i tempi. Io giocavo ancora col cronometro dei 30 secondi, quindi era tutto più tranquillo, più fisico, più statico”.
Nel corso di questi anni, c’è stato un momento che ti ha emozionato più da telecronista che da giocatore?
“La prima partita che ho commentato, perché era quasi difficile da gestire in quanto novità assoluta. Poi mi ha emozionato la prima finale olimpica che ho commentato. È stata bella perché era di notte, Tokyo 2021. È stata quella che mi ha emozionato di più. Poi ovviamente ne ho fatte tante, soprattutto partite di Eurolega. Però dico che la finale olimpica è stata quella che ho sentito di più, visto anche lo spirito che si prova con la competizione, con la manifestazione”.
Si ringrazia Sky Sport per la possibilità, e l’intervistato per la disponibilità mostrata.

