Giocatore dal talento cristallino, Brandon Roy è sicuramente uno di quei giocatori che avrebbe meritato una lunga carriera al top e magari anche un anello di Campione NBA.

Cominciamo dal principio. Negli anni ’90, Brandon è un ragazzino come tanti e a quell’epoca naturalmente ha come idolo indiscusso un ce57045330_display_imagerto Michael Jordan. Il ragazzo inizia ad avvicinarsi al basket molto presto e, arrivato al momento clue della sua vita, ovvero la scelta del college, opta su suggerimento dei familiari per la Washington University.

Con i Washington Huskies, Roy disputa ben 4 stagioni incrementando notevolmente le sue medie realizzative: passa infatti dai 6.1 punti nel primo anno a ben 20.2 del quarto anno, tirando col 50% dal campo e con il 40% da tre punti.

Nell’estate del 2006 sceglie la via dei professionisti e viene quindi scelto durante il Draft NBA dai Minnesota Timberwolves con la 6^ chiamata al primo turno, per poi  venir scambiato immediatamente con i Portland Trail Blazers.

La stagione da rookie mette subito in rilievo tutto il talento di questo giovane cestista: Roy vince il titolo di Rookie Of the Year 2007 grazie a 16.8 punti di media, 4.4 rimbalzi e 4 assist in 35 minuti di impiego.

Le successive stagioni con i Blazers sono altrettanto buone, nel corso dell’annata 2008-09 raggiunge la sua media più alta in carriera con 22.6 punti, tirando col 48% dal campo; purtroppo però iniziano anche i problemi alle ginocchia che lo tortureranno per tutta la sua carriera. Gli viene rimossa una parte di cartilagine dal ginocchio destro, causa di dolori e infiammazioni ripetute; inizialmente i problemi sembrano essere stati arginati, quando invece, durante la stagione successiva, una risonanza magnetica rivela una lesione al menisco destro che costringerà Brandon ad operarsi immediatamente saltando parte dei Playoffs del 2010.

Durante i mesi successivi, forma un ottimo duo con LaMarcus Aldridge, trascinando i Blazers a delle ottime prestazioni stagionali. Qui potete averne un assaggio:

La questione infortuni però sembra non volere cessare: il 17 Gennaio 2011, Brandon Roy deve sottoporsi ad un altro intervento, questa volta ad entrambe le ginocchia, e chiuderà la stagione 2010-11 con appena 12 punti a partita in quasi 28 minuti di media.brandon-roy-nike-zoom-hyperfuse

Durante il lock-out NBA del 2011, Roy decide di annunciare il suo ritiro dal mondo del basket professionistico, a soli 27 anni: dopo aver appurato una condizione generale delle proprie ginocchia in fase degenerativa irreparabile, il ragazzo si vede costretto a malincuore a prendere le distanze dallo sport che tanto ama.

Fine della storia, direte voi… Ebbene no, perchè il 31 Luglio del 2012, dopo essersi sottoposto ad un intervento innovativo alle ginocchia (anche Bryant subì lo stesso intervento), firma un contratto con i Minnesota T’Wolves, andando a formare, insieme a Kevin Love e Ricky Rubio, un ottimo trio in vista della stagione NBA 2012-13.

Sceglie di cambiare numero e “ri-vestire” il numero 3, usato ai tempi del college, quasi come segno scaramantico. Questo però non impedisce il ritorno dei problemi fisici: dopo appena 5 partite di regular season è costretto nuovamente a fermarsi per un operazione al ginocchio destro, e questa volta l’addio è definitivo.

Un ottima 6708150guardia dotata di atletismo e mezzi tecnici notevoli che va ad aggiungersi alla lista degli eterni secondi, un giocatore spesso paragonato ai più grandi di questo sport che purtroppo a causa degli infortuni non è riuscito ad essere costantemente al top della sua forma. I suoi fan sicuramente gli avranno dedicato un posto speciale nel proprio cuore ma ciò non toglie che rimarrà sempre un gradino sotto i Campioni che tutti conosciamo.

Premi Individuali: NBA ROY 2007, 3x All Star Game, All NBA 2nd Team 2009

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