E’ tempo di riflessioni e bilanci all’interno dello spogliatoio dei Miami Heat.
Ormai prossimi al giro di boa, i Miami Heat risultano ad oggi essere la 6a forza della Eastern Conference con un record di 22-17 che lascia intuire come la franchigia floridiana abbia avuto un andamento piuttosto altalenante.
Le due sconfitte contro avversari di un certo calibro come Warriors e Clippers sembrano aver aperto all’interno dello spogliatoio una importante frattura con i veterani Wade e Bosh da un lato, che dal canto loro denunciano un atteggiamento piuttosto negativo, e Whiteside dall’altro, che non è propriamente d’accordo.
Il centro 26enne, infatti, trova parecchio ingiuste le critiche piovutegli addosso e si difende dalle accuse: “Ho fatto quello che faccio normalmente: metto a referto stoppate, raccolgo rimbalzi e quando ricevo palla attacco il ferro”.
Questo, però, stando alle parole di Wade e Bosh, pare ormai non bastare più.
I due pluricampioni NBA sono stufi di dover sempre stare dietro ad alcuni compagni, dicendo loro cosa fare: “Il nostro atteggiamento è veramente orribile, dobbiamo migliorarlo in fretta. – ha detto Bosh al ‘Miami Herald’ – Sono contrariato perché questa mentalità e questa poca voglia di sacrificarsi non ci porterà lontani”.
Della stessa idea pare essere Wade, che, rispetto al compagno, usa parole ancor meno cordiali: “Da 5-volte finalista NBA è dura dover sempre agli altri di giocare gli uni per gli altri. Ad un certo punto bisogna volerlo e basta. Se così non è allora siamo difronte ad un atteggiamento grave”.
Aria particolarmente infuocata (e non per le elevate temperature) dalle parti di Miami, quindi. Nonostante le differenti vedute di pensiero, gli Heat necessitano assolutamente di cambiare marcia: questa notte ad attenderli ci saranno i Nuggets di Danilo Gallinari che, dopo la grande vittoria contro i Warriors, vorranno continuare ad approfittare del momento positivo.

