Dopo tre sconfitte consecutive, rispettivamente contro Denver Nuggets (105-95), Los Angeles Clippers (122-119) e Dallas Mavericks (137-123), l’ultima delle quali aveva messo in evidenza vistose lacune difensive, gli Houston Rockets tornano a celebrare la gioia della vittoria, battendo per 117-108 i Miami Heat nel secondo e già ultimo confronto tra le due squadre in regular season. Al Toyota Center, i padroni di casa controllano la gara sin dalla palla a due, offrendo una prova di grande solidità difensiva: la risposta che tutti attendevano dopo il pesante crollo nel derby coi Mavericks.
Dopo essersi portati alla pausa lunga su un confortante +24 (66-42), i Rockets ammorbidiscono il tiro nel secondo tempo, con gli Heat che rendono meno amaro il ko, pur non riuscendo mai a rientrare davvero in partita. Gli ospiti, privi di Jimmy Butler, si affidano all’esperienza di Goran Dragic (13 punti con 5/11 dal campo) e Kelly Olynyk (19 punti e 6 rimbalzi con 7/10 al tiro e 2/3 dalla lunga distanza in 24′), ma anche e soprattutto al talento di Bam Adebayo, che va vicinissimo alla tripla doppia, mettendo a referto 17 punti, 11 rimbalzi, 8 assist, un recupero e una stoppata col 62.5% dal campo (5/8), e del rookie Tyler Herro, autore di 22 punti, 8 rimbalzi, 3 assist e 2 recuperi in 36′ in uscita dalla panchina.
“Nel primo tempo non siamo riusciti ad avere il giusto spirito combattivo, soprattutto quando non ci entravano i tiri.”, le parole di Erik Spoelstra, coach dei Miami Heat dal 2008, capace di portare la franchigia della Florida a otto apparizioni ai playoff in undici stagioni, ma soprattutto a due titoli NBA consecutivi (2012 e 2013).
I Rockets, dal canto loro, devono fare a meno, oltre che di Eric Gordon e Gerald Green, anche di Clint Capela. Chance importante, dunque, per Gary Clark, impiegato per ben 29′ da Mike D’Antoni: il classe ’94 non tradisce la fiducia, rendendosi protagonista di una prestazione più che positiva, con 12 punti, 8 rimbalzi, un assist, un recupero e una stoppata col 50% al tiro (5/10) in uscita dalla panchina, risultando così il migliore della second unit.
I Rockets rispondono nel migliore dei modi
#OneMission pic.twitter.com/svNEb4XHJe
— Houston Rockets (@HoustonRockets) November 28, 2019
James Harden e Russell Westbrook combinano per 61 punti, 15 rimbalzi, 12 assist, 3 recuperi e una stoppata (34 punti, 6 rimbalzi, 5 assist, una palla rubata e una stoppata con 9/22 dal campo e 7/17 da dietro l’arco per il primo, 27 punti, 9 rimbalzi, 7 assist e 2 palle recuperate con 11/21 al tiro per il secondo), mentre P.J. Tucker dà il suo solito contributo su entrambi i lati del campo, chiudendo a quota 7 punti, altrettanti rimbalzi e ben 4 recuperi col 50% al tiro (3/6 dal campo e 1/2 da dietro l’arco).
Da segnalare anche la prestazione di Danuel House, che stabilisce il suo career-high per punti (23, uno in più del precedente massimo in carriera) e fa anche registrare anche 4 rimbalzi, 2 assist e altrettante palle recuperate con ottime percentuali sia dal campo (64% con 7/11) che dalla lunga distanza (50% con 4/8).
“Devo ringraziare soprattutto James e Russ: quando hanno la palla e penetrano mettono molta pressione alla difesa avversaria, ecco perché spesso e volentieri ero libero di tirare.”, ha dichiarato il numero 4 dei Rockets, nativo proprio di Houston e approdato in Texas lo scorso anno, dopo aver già indossato, seppur per breve tempo, le maglie di Washington Wizards (2016-2017) e Phoenix Suns (2017-2018).
“Danuel lavora ogni giorno per migliorare il suo tiro. Avrà sempre maggiori opportunità e più avrà fiducia, più sarà facile segnare tanti tiri per lui. Gary, invece, è stato bravo a farsi trovare pronto nonostante non abbia avuto una vera e propria opportunità in quest’inizio di stagione. Questo dimostra che sta imparando.”, il commento di James Harden sulla prestazione dei suoi compagni di squadra House e Clark, due dei quattro giocatori dei Rockets in doppia cifra.


Il tabellino di Thomas, a fine partita, recita 5 punti, 2 rimbalzi e 3 assist con un pessimo 1 su 9 dal campo in 26 minuti. La sua prova, tra l’altro, era sotto le luci dei riflettori dopo il dibattito durante il timeout contro Golden State di mercoledì con Julius Randle, che ha invece concluso con 25 punti e 12 rimbalzi la gara con gli Heat, risultando il migliore dei suoi.



