Benvenuti alla nuova rubrica “Eterni Secondi”, nel corso di questo spazio settimanale analizzeremo quei top player, del passato e di oggi, che per un motivo o per un altro non sono mai riusciti a portarsi a casa un anello.
Il giocatore da cui partiamo è Carmelo Anthony, per qualche verso l’antagonista, se così si può chiamare del suo grande amico LeBron James.
Sforn
ato dalle file di Syracuse dopo aver vinto il Titolo NCAA, Melo fece il suo
approdo nel mondo NBA nell’ormai lontano 2003, scelto come 3^ scelta assoluta dai Denver Nuggets, subito dietro proprio a James e ad un inaspettato Darko Milicic (sappiamo tutti la fine che ha fatto), quello del 2003 fu un draft pieno di giovani talenti, molti dei quali ad oggi possono vantare oltre alle varie partecipazioni agli All-Star Game anche il Titolo NBA…ma Anthony purtroppo non è uno di questi.
Fin dai primi anni nella Lega, Melo dimostra subito di avere tutte le carte necessarie per diventare il leader della squadra, nella sua stagione da rookie parte sempre titolare e registra la bellezza di 1725 punti, nelle stagioni successive Anthony continua a mettere a referto ottime prestazioni, arrivando addirittura al termine della stagione 2005-06 a quota 2122 punti, numeri che lo mettono di diritto nella lista dei migliori realizzatori della NBA.
Accusato spesso per il suo individualismo, si trova per anni contornato da un supporting cast non di livello, i Nuggets nel corso degli anni, cercano di costruirgli intorno una squadra solida, prendendo veterani quali Allen Iverson, Chauncey Billups e Kenyon Martin i quali certamente guidati dallo stesso Anthony danno nuova vita alla franchigia, ma purtroppo non riescono mai a convincere, vengono eliminati nelle Finali di Conference del 2008 dai Lakers di Bryant per 4-2.
Qui di seguito un breve video delle migliori giocate di Melo in maglia Nuggets:
Nel Febbraio 2011, i New York Knicks avviano le trattative per mettere le mani su Anthony, offrono Danilo Gallinari, Raymon Felton, Wilson Chandler e Timofej Mozgov più 3 milioni di dollari cash più 3 future scelte al draft, nella Grande Mela sbarcano cosi Melo e Billups più un paio di scarsi comprimari.
Anche con i Knicks le prestazioni continuano ad essere di valore, la squadra approda subito ai Playoffs ma esce malamente al primo turno eliminata dai Celtics.
All’inizio della stagione successiva, le cose per Anthony prendono una strana piega, la squadra vince le prime 7 partite senza di lui, trascinati dall’improvvisa esplosione di Jeremy Lin, al suo rientro il record precipita vertiginosamente sul 2 vittorie e 10 sconfitte, Mike D’antoni allora allenatore di New York dopo i continui dissapori proprio con Carmelo Anthony si vede costretto a dare le dimissioni.
Anche durante gli anni ai Knicks, nonostante la dirigenza cerchi di accontentarlo scambiando varie pedine, la squadra resta sempre un gradino sotto le contender, New York non da un vero segnale di rinascita e Carmelo viene etichettato come il solito buon giocatore che vive però per le proprie statistiche e non è capace di trascinare i suoi fino alle Finals.
Nel corso della free-agency di quest’anno, sono approdati nella Grande Mela vari giocatori, dopo la partenza lo scorso anno di Jr Smith e Iman Shumpert, la dirigenza dei Knicks è corsa ai ripari mettendo sotto contratto la guardia Arron Afflalo, ex compagno proprio di Anthony ai tempi di Denver, altra pedina importante è stato sicuramente Robin Lopez, ragazzo umile e dedito al gioco di squadra che va a rinforzare il reparto lunghi, lasciato ormai scoperto dopo l’addio di Tyson Chandler e Amare Stoudemire.
Ad oggi i Knicks hanno un record di 2 vittorie e 3 sconfitte, chiaramente è troppo presto per fare pronostici, ma che sia questa l’annata del riscatto?
Premi individuali significativi: NCAA Champion 2003, Miglior realizzatore NBA 2012-13, Oro Olimpico 2008 e 2012
per NBAPassion, Luca Niko Nicolao

