Eccoci arrivati alla puntata conclusiva di Eterni Secondi, in questo viaggio attraverso grandissimi giocatori abbiamo spaziato da playmaker del calibro di Chris Paul e Steve Nash, a guardie come Carter, McGrady o Iverson fino ad arrivare ai lunghi Pat Ewing e LaMarcus Aldridge, di nomi ce ne sarebbero a centinaia, ma per questa puntata finale abbiamo scelto un giocatore che nonostante abbia battuto numerosissimi record e abbia partecipato SEMPRE ai Playoffs NBA, non ha mai messo le mani sul Titolo.
Ecco a voi George “The Iceman” Gervin!

Nato nell’Aprile del 1952, nella problematica città di Detroit, George Gervin sviluppa fin dalla più tenera età un amore naturale per il basket, passa le giornate a giocare con gli amici del quartiere nei playground sotto casa come molti bambini afroamericani fanno ancora oggi.
Lui però dimostrerà poco più tardi di avere delle doti fuori dal comune.
Arrivato alla Martin Luther King High School, inizialmente trova difficoltà ad inserirsi nel gioco schematizzato, farà dentro e fuori dalla panchina fino al suo anno da senior.
Anno in cui ebbe una crescita esponenziale a livello di leadership e di contributo in campo, toccò la media incredibile per un ragazzino, di 31 punti a partita e 20 rimbalzi, guidando la squadra ai quarti di finale del campionato.
Nel 1970 si trasferisce ad Ypsilanti (si esiste davvero), una cittadina nel Michigan dove giocherà per la Eastern Michigan University, nel suo anno da sophomore (1971-72) realizzerà 29.5 punti a partita portando la squadra alle semifinali NCAA, dove però si renderà attore protagonista di un brutto episodio.
In uno scatto di rabbia colpirà con un pugno un giocatore avversario del Roanoke College, venendo sospeso per il resto della stagione e allontanato dalla squadra.
Johnny Kerr, talentuoso scout dei Virginia Squires, squadra militante nell’allora ABA, mette subito gli occhi sul talento di Detroit, tanto da proporgli un contratto annuale di ben 40.000 dollari.
La squadra però non naviga in buone acque dal punto di vista finanziario e così alcuni giocatori chiave, tra cui anche Julius Erving (Dr. J) vengono malamente tagliati per tenere in piedi la franchigia.
Nel 1974 Gervin viene spedito ai San Antonio Spurs per la spropositata cifra di 228.000 dollari, che a quel tempo militavano anche loro nella ABA, per cercare di salvare la squadra dal baratro che però arriverà solo due anni dopo.
Con l’arrivo di George Gervin gli Spurs si trasformarono da squadra prettamente difensiva ad una votata al contropiede, Coach Bob Bass vide subito in lui la pietra angolare su cui costruire il radioso futuro di San Antonio.
Gli Spurs però non riuscirono mai a mettere le mani sul Titolo ABA, ma vennero notati dalla lega più grande, la NBA, che li volle nel suo circuito nel 1976.
Il primo anno in NBA fu ottimo per George che viaggiò a 23.1 punti di media con 5.5 rimbalzi e 3 assist.
Eccovi alcune delle giocate più belle di George Gervin:
The Iceman, soprannominato così per la sua capacità di rimanere sempre concentrato durante la partita, rimase agli Spurs per ben 10 stagioni, diventando il simbolo della squadra.
Nella stagione 1979-80 George Gervin raggiunse il top della sua carriera, giocando in media 37.6 minuti, realizzò 33.1 pun
ti a partita, tirando col 52.8% dal campo, quello stesso anno vinse meritatamente il premio di MVP dell’All Star Game e il titolo di Miglior Realizzatore del campionato.
La sua maestria in campo lo fece diventare uno dei giocatori più temuti e rispettati degli anni ’80, famoso per il suo finger-roll da distanze improbabili per qualsiasi altro essere umano.
Prima dell’arrivo di un certo Michael Jordan, Gervin era la guardia con più premi nella storia della NBA.
Nel 1981 ci fu un episodio significativo che mi piace ricordare, Gervin fu costretto a saltare 3 partite a causa di un infortunio e venne “rimpiazzato” da Ron Brewer, il quale mise a referto 30 punti di media in quelle gare.
Tornato dall’infortunio, Iceman realizzò più di 40 punti nelle gare successive dimostrando di essere lui il vero fenomeno, alla domanda fattagli da un giornalista sul fatto che avesse voluto mandare un messaggio a Brewer, lui rispose letteralmente così: Just the way the Lord planned it!
C’è da segnalare sicuramente il fatto che George Gervin ha partecipato ai Playoffs dei rispettivi campionati (ABA e NBA) in TUTTE le stagioni da lui giocate, ovvero dal 1972 al 1986, indossando le maglie dei Virginia Squires, dei San Antonio Spurs ed infine dei Chicago Bulls, senza però riuscire mai a conquistare l’anello di Campione.
Ai Bulls si scontrò col campione emergente, Michael Jordan, il quale espresse il suo disappunto alla dirigenza per l’acquisto di Gervin al posto di David Greenwood.
Nella sua ultima partita NBA, il 20 Aprile 1986, giocò appena 5 minuti, segnando 0 punti, in quella stessa gara di Playoffs contro i Celtics, Jordan segnò 63 punti.
Dopo essere stato tagliato dai Bulls, il nostro uomo cercò fortuna altrove, più precisamente in Italia, nel 1986 si accasò al Banco Roma dove disputò un’ottima stagione da 26.1 punti di media.
Successivamente andò in Spagna e giocò con il TDK Manresa all’età di 38 anni, viaggiando a 25.5 punti e 5 rimbalzi, nella sua ultima partita spagnola, segnò 31 punti e prese 15 rimbalzi, salvando la squadra dalla retrocessione.
Nel 1996 venne inserito nella Hall of Fame e occupa ancora oggi la 45esima posizione nella lista dei migliori giocatori di ogni epoca, davanti a personaggi del calibro di Dwyane Wade, Steve Nash e Earl Monroe.
Detiene attualmente il record di stoppate in carriera per una guardia, con 1047.
George Gervin un giocatore fra i più forti e belli stilisticamente parlando che calcarono i parquet NBA, fu un grandissimo realizzatore e leader, purtroppo però non riuscì mai ad incorniciare le sue ottime stagioni personali con il Titolo di Campione nazionale, restano di lui ottimi ricordi agli Spurs e il suo gioco è stato di esempio per altri grandi giocatori, uno su tutti Gary Payton il quale ha più volte sottolineato l’importanza di Gervin nello sviluppo del suo gioco.
Premi Individuali: 9x All Star, All Star Game MVP 1980, 5x All NBA 1st Team, 4x NBA Scoring Champion, 3x ABA All Star, N°44 ritirato dagli Spurs

