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From the Corner #14: All-Star Game preview

di Antonio Sena

Nel weekend ormai prossimo, arriverà uno degli eventi più spettacolari dell’annata sportiva americana, l’All-Star Game NBA, che quest anno si terrà in quel di Chicago.

Le tre giornate saranno suddivise nel solito schema. Venerdì si comincia con il Celebrity Game, il Rising Star Challenge, con il match Team USA vs Team World e lo Skills Challenge. Il sabato sarà la volta del Three Point Contest e dello Slam Dunk Contest. Infine, solita chiusura in bellezza con l’All-Star Game domenicale, che avrà delle particolarità uniche in questa edizione, su cui baseremo l’appuntamento settimanale di From the Corner.

From the Corner #14: l’All-Star Game di ieri

Larry Bird e Magic Johnson, hanno elettrizzato l’All Star Game negli anni 80/90

La gara delle stelle ha avuto inizio nel lontano 1951, e nell’arco dei decenni ha cambiato connotati, modalità e motivazioni.

Come nella maggior parte degli sport, fino agli anni 80/90 i salari dei giocatori non erano poi cosi eccezionali come adesso. Di conseguenza, il ricco premio per la squadra vincitrice dell’All Star Game faceva gola eccome nelle prime edizioni, portando il livello di competitività a livelli altissimi. Leggende come Bill Russell, Chamberlain e Jerry West (nella storia della gara per la clamorosa schiacciata vincente del 1972), hanno accresciuto anno dopo anno l’hype sulla competizione.

La rivalità tra Boston Celtics e Los Angeles Lakers si è fatta sentire anche successivamente, con gli epici scontri tra Bird e Magic. Proprio l’ultimo All-Star Game di Johnson, nel 1992, è uno dei più iconici. Pochi mesi prima infatti, Magic scioccò il mondo comunicando la sua sieropositività. Il pubblico lo premiò ugualmente con la convocazione alla partita, dedicandogli una commovente ovazione finale.

Chiudiamo questo momento amarcord con due momenti del nuovo millennio. Il primo è la prestazione monstre di Allen Iverson del 2001, quando da solo, nei nove minuti finali, è riuscito a ribaltare 21 punti di svantaggio portando l’East alla vittoria. Il secondo è l’ultimo All-Star Weekend di Michael Jordan del 2003. Altra partita tiratissima, con MJ ad illudere l’Est a pochi secondi dalla fine col canestro del +2, prontamente pareggiato dalla lunetta da Kobe Bryant, protagonista poi nella vittoria all’overtime.

L’All-Star Game di oggi

kobe bryant

Il ricordo di Kobe Bryant catalizzerà l’attenzione di questo All Star Game

Proprio Kobe Bryant sarà la principale star della partita. La sua tragica scomparsa ha sconcertato la lega la quale,  in suo onore, ha deciso di apportare alcune modifiche molto importanti.

Innanzitutto tutti i giocatori in campo, indosseranno i numeri #24 e #2, utilizzati da Kobe e dalla figlia Gigi. La partita si svolgerà con i primi tre quarti che ripartiranno sempre da 0-0. Tre mini-partite, che permetteranno alla squadra vincente di ogni singolo quarto, di donare 100.000 dollari in beneficenza.

Più contorto il meccanismo dell’ultimo periodo dove, al risultato dei tre quarti, verranno aggiunti 24 punti per determinare il vincitore (ad esempio, se il risultato dopo tre quarti dovesse essere 90-80, vincerà il match la prima squadra che arriva a 114). Per l’ultimo quarto, saranno 200.000 i dollari donati ad uno degli enti benefici scelti dai capitani LeBron James e Giannis Antetokounmpo.

Visto il doveroso tributo a Kobe, quest’anno l’attenzione alla prestazione dei giocatori sarà ancora meno importante. Cosi come hanno fatto meno scalpore del solito esclusioni importanti, come Lavine, Rose, Beal e Williamson, e scelte sorprendenti come Sabonis, Middleton ed Adebayo.

Il principale obiettivo della riforma, è anche quello di rendere l’All-Star Game una partita più competitiva, cercando di tornare al livello di impegno visto in molte edizioni del passato.

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