11 luglio. Miami, Florida. La notizia dell’addio di LeBron James è appena arrivata e lascia sconvolti tutti. Un attimo per riassestarsi e, con le conferme di Bosh e Wade, si è iniziato a ricostruire. Tra mille dubbi ed incognite, la stagione inizia nel migliore dei modi: partenza 3-0 , per poi proseguire con alti e bassi.
Ma certamente nessuno si aspettava questo inizio dei ragazzi di coach Spoelstra: la squadra – nonostante la partenza di LeBron – sembra abbastanza competitiva, quantomeno per la Eastern Conference, anche se ancora sotto l’accoppiata Cavs-Bulls. L’idea di gioco ricalca quella delle stagioni precedenti, anche se Wade e Bosh sono molto più coinvolti e responsabili.
Analizzando la classifica, essa rivela una partenza super una fase di mezzo negativa ed una ripresa nelle ultime due gare: 8W & 6L, con 97 punti fatti e 97.1 subiti a partita. Tornando all’accoppiata Wade-Bosh, si può notare come l’ex giocatore dei Raptors sia notevolmente guidando la squadra, con 20.6 punti di media e 8.6 rimbalzi in 35 minuti di media. A livello di numeri, sta vivendo la migliore stagione da quando è a Miami, con statistiche vicine a quelle dei tempi di Toronto. Analizzando la short chart, notiamo come – nonostante l’aumento costante di tentativi – i tiri da punti danno il maggior frutto nella fascia di fronte al canestro, con il 58.9%. Dentro l’area, percentuali che sfiorano il 48%, con il picco del 100% appena dietro la lunetta, che dimostra l’efficace pick&pop sviluppato da CB1&D-Wade (10.3 passaggi di media dal numero 3 al lungo degli Heat).
Anche “The Flash”, infatti, ha notevolmente aumentato le sue percentuali e le sue responsabilità: i 19.8 punti, conditi da 6.4 assist a gara (in 32.4 minuti di media). Nel suo caso, in alcune voci non si tratta della migliore stagione dal 2010, ma stiamo certamente parlando di una delle più efficaci e che lo vede coinvolto maggiormente.
Inoltre, il contributi dei comprimari è notevole: Chalmers vive un momento di grazia, con l’alternanza (la maggior parte delle volte dalla panchina) con Norris Cole. Il primo supera abbondantemente la doppia cifra di media (13.4, mai successo in carriera) con anche 4.2 assist. Norris Cole, invece, offre alla causa 7.4 punti e 3.5 assists, ma quasi 23 minuti, che garantiscono fiato al numero 15 e a Shabazz Napier. L’ex point-guard di UCONN viaggia a 6.2 punti, 3 rimbalzi e 2.4 assist in 22 minuti,.
Fondamentali anche gli apporti di Williams e Deng. Il primo tiene una media di 11 punti e 5 rimbalzi, mentre il secondo – sempre in quintetto – di 14.2 punti. Sotto le plance, invece, oltre a Bosh, Andersen, Haslem e McRoberts faticano a mettere insieme 10 punti di media in tre (9.4), nonostante i 42.5 minuti totali.
L’impressione è che questi Miami Heat debbano molto del proprio potenziale offensivo a Wade: ma anche senza Flash nelle ultime due sfide (due vittorie sofferte), si sono trovati i giusti equilibri, soprattutto grazie ad un Chalmers davvero super.
Dove arriveranno questi Miami Heat?



