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From The Corner #1: Delusioni ed All Star Ballot

di Raffaele Camerini

Calmi, per cortesia, calmi.

Si lo so che alla fine non è mai come dovrebbe essere e c’è sempre un giocatore di troppo o troppi giocatori di meno. Ma è voto popolare, baby. Non si discute.
Lo ammetto: non voto neanche più! Uno, perchè lo scarto a volte è talmente largo che il mio voto non andrà mai ad incidere se in quintetto c’è Thompson o Westbrook (giusto per dirne due) e Due, perchè a me se c’è Westbrook o Harden o Thompson in quintetto con Curry o senza Curry, cosa mi cambia? Tutti giocano la stessa quantità di minuti, il pallone lo toccano tutti e tutti hanno le stesse identiche possibilità di portarsi a casa il trofeo di MVP, veramente l’unica cosa che interessa davvero (e conta relativamente poco). Quindi di cosa si ragiona?
Poi nel mare di sdegno mi sento dire: “Eh ma non c’è Lillard, non c’è Embiid, non c’è Aldridge (o chiunque metta su due statistiche decenti)!!1!!1!” e la mia risposta è sempre un piuttosto distaccato “Me ne frega??”.
Voglio essere chiaro: questo non è più l’All Star Game dei nostri padri! La competizione che marinava ogni partita della domenica, ora non c’è più!

I DUE QUINTETTI A CONFRONTO

Queste due cose poi mi danno anche un certo fastidio, come spero per tutti voi e quando dico che questo non è più l’All Star Game dei vostri padri, intendo dire che se prima si poteva trovare un barlume di partita, ora più che mai sembra una grossa, autoreferenziale ed inutile vetrina celebrativa dell’atletismo e della vanità di un manipolo di ragazzi/uomini milionari.
Tanto che nelle ultime due edizioni (se non 4 o 5) abbiamo visto quasi esclusivamente 48 minuti di contropiede ed alley-oop da metà campo o senza guardare, tiri da 10 metri, senza nessuno che voglia realmente giocare uno contro uno, senza nessuno che difende o che anche solo minimamente vada al rimbalzo. Quindi in virtù di questo, se devo vedere un circo NON ammaestrato, con gli allenatori che nemmeno si alzano dalla panchina ritenendo inutile dare indicazioni, cosa mi cambia se c’è Lillard o Thompson da una parte o Lowry o Thomas dall’altra in quintetto? Tutti saltano, tutti sono atletici, lanci la palla in aria e vedrai che qualcuno arriva!
Secondo me stiamo perdendo la ragione nelle cose, stiamo perdendo di obiettività un qualcosa che ora non è più come prima.

IVERSON NEL 2001

Negli anni scorsi, anche nelle partite senza storia, gli ultimi minuti di spettacolo così come i primi, erano dedicati alle faide e diatribe che si incentravano tra gli attori partecipanti. Quindi vedere Jordan che voleva distruggere Magic o Drexler, Ewing che voleva dimostrare di essere più forte di Malone o Robinson, Shaq che faceva il solito buffone negli altri giorni ma che poi quando aveva voglia di giocare, stoppava tutti e giocava di fisico contro Mutombo o chi gli si parava davanti. Addirittura Iverson e Coach Larry Brown hanno voluto vincere la partita nel 2001. Era la vera essenza dell’essere americani, ovvero il dimostrare la propria superiorità fisica e tecnica. Essenza ormai persa.
Ora cosa ci rimane? Paul George che fa 40 punti in contropiede e che lo raddoppiano da li in poi per non fargli superare il record di Wilt, o Westbrook che per divertimento tira da 10 metri in 5 azioni consecutive? Neanche l’avesse fatto a partita conclusa, eravamo in pieno secondo quarto.
Grazie ma a sto punto anche il Ballot per me non ha nessun senso.
Prendete quello che viene senza lamentarvi, sarete più contenti.

Ah, che cos’è From The Corner? Solo il mio modo sincero di vedere le cose (come se a qualcuno interessasse).

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