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Golden State Warriors schiaccianti: le pagelle della serie

di Eugenio Petrillo

Le NBA Finals si sono concluse da poche ore. I Golden State Warriors con un netto 4-1 si sono imposti sui Cleveland Cavaliers.
Ecco dunque le pagelle generali dei californiani di tutta la serie vinta.

Kevin Durant campione per la prima volta con i Golden State Warriors

Kevin Durant campione per la prima volta con i Golden State Warriors

IL MIGLIORE

Kevin Durant, voto 10 (e lode): Se si potesse mettere 11 andrebbe fatto, ma massimo che possiamo dare è un 10 con la lode.
KD aveva tutti gli occhi addosso, era l’uomo con la miglior pressione.
Al suo primo tentativo alle Finals con la canotta dei Golden State Warriors, ha centrato il bersaglio a pieni voti con prestazioni superlative ed eccezionali che gli hanno fruttato l’MVP delle Finals.
In una parola: immenso.

IL PEGGIORE

JaVale McGee, voto 5: JaVale McGee inizia la serie discretamente, ma poi piano piano cala drasticamente fino a non vedere il campo per gara-5.
Sicuramente, visti i suoi mezzi atletici, poteva e doveva fare meglio, ma forse ancora “JaValone” è fuori contesto. Impreparato.

GOLDEN STATE WARRIORS

Stephen Curry, voto 9.5: Steph Curry doveva rifarsi dalle deludenti prestazioni delle Finals 2016 e l’ha fatto alla grande.
È stato costante per tutta la serie, tranquillo mentalmente ed in forma fisicamente.
Insomma il duello con Kyrie Irving l’ha vinto nettamente e con le sue solite triple, ha indirizzato in maniera sostanziale la serie. Cinico.

Klay Thompson, voto 8.5: Klay Thompson è quel giocatore che sornione fa vincere le partite ai Golden State Warriors.
In attacco, soprattutto ad inizio serie, ha faticato un pochino e non gli sono entrati sempre quei tiri che solitamente non sbaglia, però in difesa si è preso in consegna Kyrie Irving e l’ha annullato, specialmente nei due incontri inaugurali. Killer silenzioso.

Draymond Green, voto 8.5: Anche Draymond Green, come Klay Thompson, in fase offensiva rispetto a quella difensiva, ha faticato maggiormente.
Ha compensato però queste difficoltà in attacco (tiri aperti sbagliati), con ottime difese, fatte di aiuti, palle recuperate e rimbalzi.
A differenza del 2016, il “Dancing Bear” ha imparato la lezione e ha resistito anche a livello mentale. Carismatico.

Andre Iguodala, voto 8.5: Andre Iguodala subentra dalla panchina, ma gioca quanto un titolare.
Iggy si lascia alle spalle il tragico finale del 2016 (la stoppata subita da LeBron James ancora fa male) e affronta queste Finals con cattiveria, concentrazione ed intelligenza.
Ha tenuto il campo perfettamente sia in attacco che in difesa e non si è mai tirato indietro: è stato il vero ago nella bilancia. Fondamentale.

Shaun Livingston, voto 7: Shaun Livingston è sempre positivo e utile alla causa dei Golden State Warriors.
Quando Steve Kerr l’ha chiamato a dare il suo, ha sempre risposto presente andando anche per due volte in doppia cifra (gara-2 e in gara-4).
In gara-5 ne ha messi cinque, ma ha realizzato due canestri importantissimi durante un tentativo di allungo dei Cleveland Cavaliers. Immortale.

David West, voto 7: Anche David West quando è stato chiamato in causa ha sempre risposto positivamente.
Non si è mai tirato indietro nella contesa e ha fatto tutto quello che coach Steve Kerr gli ha chiesto.
In dieci minuti di media è sempre andato a referto. Utile al momento giusto.

Zaza Pachulia, voto 6.5: Zaza Pachulia ha fatto quello che ha potuto sfruttando le prestazioni insufficienti di Tristan Thompson.
Ha dato e preso botte in tipico stile ‘Pachuliano’ e ha messo in difficoltà la difesa dei Cleveland Cavaliers con i suoi blocchi, talvolta al limite della regolarità, permettendo ai tiratori dei Warriors di ‘sparare’ da tre con spazio. Lottatore.

Ian Clark e Patrick McCaw, voto 6 (politico): Per Ian Clark e Patrick McCaw non c’è molto da dire. Per quel poco che hanno giocato, hanno fatto il loro compitino conservando il ruolo marginale che hanno all’interno delle rotazioni dei fantastici Golden State Warriors. Volenterosi.

James Michael McAdoo, senza voto. 

Matt Barnes, senza voto.

ALLENATORI

Steve Kerr e Mike Brown, voto 9: In questo caso è giusto e doveroso parlare di Steve Kerr e Mike Brown.
Infatti il merito per questa fantastica finale, va attribuito ad entrambi perché nel momento dell’assenza forzata di Kerr, Brown si è fatto valere.
Anzi in gara-1 (quella allenata dall’ex di turno) Golden State ha dato il meglio di sé, annientando i Cavs.
Kerr e Brown comunque hanno saputo gestire al meglio un roster con tante personalità forti e sono riusciti ad imporre il proprio gioco andando a insistere sui punti deboli degli avversari. Scafati.

 

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