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Green Characters: Bill Russell & K.C. Jones – Part I

di Gabriel Greotti

Eccoci arrivati alla prima puntata di “Green Characters”, rubrica che racconterà gli eroi del passato dei Boston Celtics, tramite aneddoti, curiosità, statistiche e informazioni di ogni genere. Come è normale, però, gli eroi, hanno bisogno di un braccio destro per diventare grandi. Questa rubrica vuole celebrare sì i grandi nomi del passato, ma anche quelli di coloro che hanno reso possibile tale grandezza.

L’inventore delle stoppate: Bill Russell

13815115_1384100944938174_1970337682_n12 Febbraio 1934, Monroe, Louisiana. A metà degli anni ‘3o nasce colui che sarà ricordato come uno dei centri difensivi migliori della storia, William Felton Russell, conosciuto ad oggi come Bill Russell. Il giovane Bill passa la sua prima infanzia nel luogo di nascita, per trasferirsi poi nella baia di San Francisco, dove il ragazzo si iscrive alla McClymonds High School di Oakland. Dopo aver dominato durante tutto il suo periodo di permanenza a McClymonds, Russell si iscrive all’Università di San Francisco, dove farà squadra con K.C. Jones, che diventerà successivamente suo compagno di squadra anche in maglia bianco verde.

1956 NBA Draft: Heinson e Russell

“..with the third overall pick the Boston Celtics select..Bill Russell”

Dopo tre anni passati all’università, forte di una media di 20.7 punti e 20.3 rimbalzi, Bill si candida  per l’NBA Draft del 1956. I Boston Celtics chiamano Tom Heinson con la territorial pick, che consentiva di chiamare un giocatore della propria zona, con una sorta di prelazione. Red Auerbach, allora GM ed Head Coach dei Boston Celtics, disponeva già di un discreto talento offensivo a roster, rappresentato soprattutto dal piccolo playmaker Bob Cousy ed alla coppia di lunghi Sharman-Macauley. Alla franchigia del Massachussets serviva qualcuno che sapesse proteggere il ferro in modo adeguato.

Due leggende targate anni 50-60: Bill Russell e Arnold 'Red' Auerbach

Due leggende targate anni 50-60: Bill Russell e Arnold ‘Red’ Auerbach

Auerbach, in possesso della terza chiamata al primo giro del Draft, scelse di chiamare Bill Russell. La scelta, se si analizza la situazione di quel periodo negli Stati Uniti e soprattutto a Boston, può sembrare molto ardita. Nella beantown, infatti, la società non vedeva ancora di buon occhio la presenza di giocatori di colore a roster, in virtù dell’odio razziale più che mai diffuso nella società degli anni ’30. Dal canto suo, però, Auerbach sapeva bene che Russell era già pronto per il grande balzo al piano superiore. Russell, tuttavia, raggiunse i Celtics soltanto a dicembre del ’56, perchè parte del team olimpico.

L’approdo in NBA – Defense revolution

Nonostante la compagine bianco verde fosse orfana del nuovo gioiellino, i ragazzi di Auerbach si rendono protagonisti di un’ottima partenza da 13 vittorie e 3 sconfitte. Nel suo primo anno, Russell gioca “solo” 48 gare, nelle quali mette a referto medie di 14.7 punti e 19.6 rimbalzi. Proprio quest’ultimo dato lo pone al vertice della classifica dei rimbalzisti per quella stagione.14658402_320015731687206_597848809_n

Bill Russell, però, non va analizzato solamente per le statistiche messe a referto. Il lungo nativo di Monroe infatti si è reso protagonista di una vera e propria rivoluzione difensiva a Boston. Come già detto, Red Auerbach disponeva dei migliori talenti offensivi dell’epoca, ma Russell contribuì in modo significativo a rendere praticamente imbattibile la macchina bianco verde, inventando il gesto tecnico della stoppata. Russell, come spiega lui stesso in varie interviste, inventò la stoppata (che allora non era conteggiata tra le statistiche) concependola come gesto offensivo, con l’intenzione di far ripartire subito il contropiede dei compagni.

“There are two types of superstars. One makes himself look good at the expense of the other guys on the floor. But there’s another type who makes the players around him look better than they are, and that’s the type Russell was.” – Don Nelson.

“Ci sono due tipi di superstars. Il primo si mostra forte alle spese degli altri, il secondo rende migliori i ragazzi che giocano con lui. Questo era Bill Russell”. – Don Nelson

L’affermazione tra i grandi – Il Re dei rimbalzi

Un’altra delle sue specialità era il rimbalzo: Russell, che era “solo” 208 cm, riusciva a rendere normale e agli occhi semplice una marcatura su giocatori molto più fisici come Wilt Chamberlain (218 cm). L’ex Celtics è stato un grande esempio nonchè motivo di ispirazione per molti campioni del futuro, e c’è chi sostiene che prima degli anni ’90 e dell’ascesa di MJ, Russell fosse considerato il miglior giocatore di sempre. Sono molti anche i video didattici registrati dalla premiata ditta Auerbach – Russell, molto utili per qualunque ragazzo che voglia avvicinarsi alla palla a spicchi.

Leader silenzioso

Oltre ad essere il leader indiscusso dei Boston Celtics targati anni ’60, Russell rappresentò per diversi anni il collante della franchigia bianco verde.

“Per me, una delle cose più belle da vedere è un gruppo di uomini che concentrano i loro sforzi verso un obiettivo comune.” – Bill Russell

Un ottimo rapporto con l’allenatore, dal quale ricevette il testimone nel 1966. Auerbach, infatti, optò per il ritiro nello stesso anno. Prima di proporre l’incarico a Russell, che ancora era in attività in qualità di giocatore, Auerbach vagliò varie piste: il primo interpellato fu il veterano Frank Ramsey, che rifiutò così come Bob Cousy e Tom Heinson. A dire il vero, poi, fu Tom Heinson a proporre a coach Auerbach e al centro Russell di lasciare il testimone proprio a quest’ultimo, che accettò di buon grado il suo duplice ruolo di giocatore-allenatore.

Il ritiro dalla pallacanestro sul campo

Tre anni dopo, nel 1969, Russell decide di ritirarsi dal basket professionistico, all’età di 35 anni. Nella stessa stagione, Bill lascia la panchina dei Celtics, prendendosi una pausa sino al 1973, anno in cui assume l’incarico di Head Coach dei Seattle Supersonics. Il ritiro definitivo dalle attività arriva nel 1988, quando Bill sedeva sulla panchina dei Sacramento Kings.

Palmarès:

  • 13 volte campione NBA (11 da giocatore e 2 da allenatore);
  • 2 volte campione NCAA;
  • 12 partecipazioni all’All-Star Game;
  • 3 nomine nel First All-NBA team;
  • 8 nomine nel Second All-NBA team;
  • 1 nomina nel First All-Defensive NBA team;
  • 1 oro olimpico (Melbourne 1956);
  • 5 volte MVP della Regular Season;
  • 1 volta MVP dell’All-Star Game;
  • 4 volte miglior rimbalzista NBA;
  • membro del Naismith Memorial Basketball Hall of Fame dal 1975.

..It will continue..

Per NBAPassion.com,

Gabriel Greotti & Francesco Tarantino

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