I Miami Heat, fin da febbraio dello scorso anno, hanno investito davvero tanto in Goran Dragic, con il culmine del rinnovo da 85 milioni in 5 anni di questa estate e le due prime scelte utilizzate per strapparlo ai Phoenix Suns. Questa stagione non sta andando benissimo per il playmaker, certo neanche troppo male, ma da un giocatore che nel 2013 ha vinto il premio di giocatore più migliorato della lega e che ha un contratto da 85 milioni di dollari ci si aspetterebbe qualcosa in più che 10,9 punti, 5 assists di media e un mediocre 43% al tiro con il 28% da dietro l’arco. A causa delle proprie debolezze, Dragic, durante questa stagione ha esitato troppo a concludere l’azione, e Dwyane Wade, compagno di reparto, glielo ha fatto notare.
“Tira quella dannata palla, è ciò che gli ho detto” ha riportato in conferenza stampa il numero 3 durante la partita contro i Memphis Grizzlies, dopo che il giocatore aveva perso il pallone per 5 volte.
“Sapevo cosa stava vedendo. La difesa di Memphis stava difendendo sugli angoli e lui avrebbe potuto saltare il suo uomo e arrivare in area. Invece quando lo faceva, non riusciva mai a prendere un tiro facile. Ciò spesso ti porta fuori ritmo. Ma voglio che resti sempre aggressivo. Quando penetro in area e gli scarico il pallone, deve essere pronto per tirare. Deve sentire il bisogno di essere aggressivi, noi lo vogliamo, vogliamo che tiri la palla, al momento giusto.” ha concluso il capitano della squadra sulla questione di Dragic.
Anche Chris Bosh, ritornato questa stagione dopo il grave problema di salute ai polmoni, si è espresso in proposito.
“Una giornata no può capitare, devi continuare a lottare per evitare che il problema prenda il sopravvento. Se vedi un compagno in difficoltà, devi dire o fare qualcosa. I ragazzi devono capire che abbiamo fiducia in tutti loro ogni singola volta che sono sul campo. È il nostro playmaker e abbiamo bisogno che giochi bene, e lo incoraggeremo a farlo.” ha detto il numero 1 dei Miami Heat.
La squadra è partita bene, ma per raggiungere migliori traguardi, c’è la necessità di un grande Dragic.

