Siamo nel North Carolina, nel mid East degli States, più precisamente in quel di Charlotte e il coach degli Hornets, Steve Clifford, comincia ad incuriosirsi sempre più con ciò che ha fatto vedere finora al training camp il ragazzo da Lisieux (Francia), Nicolas Batum.
Il ragazzo proveniente dal “supermercato” targato Portland, interrogato durante i media day sulla possibilità di esser considerato il primo/secondo punto di riferimento offensivo ha risposto:
“Perchè no? So che posso farlo”
Scambiato da Portland per delle briciole (la nona scelta del draft 2014 Noah Vonleh che in 25 apparizioni ha collezionato poco più di 3 punti a partita in 10.4 minuti) e Gerald Henderson, Batum potrà aver quel maggior splendore nello scenario dell’NBA, anche in relazione alla posizione (2) assegnata da Clifford.
Il coach vorrebbe vederci lungo sul ragazzo, volendo incrementare le sue % dal tiro da 3 della scorsa stagione (36.3)
“Nella sua carriera, fino ad ora, il suo obbiettivo è sempre stato segnare tra i 13 – 14 punti a partita, ma penso che vorrà più giochi costruiti per lui” ha ammesso Clifford ai microfoni di NBA.com “il fatto non è tanto fare molti punti, quanto aver una maggiore precisione al tiro e penso che lui possa averla”
Nelle sue sette stagioni, il francese ha totalizzato 481 partite con medie di 11.2 punti, 5.1 rimbalzi e 3.0 assists, ma si sono abbassate assai quando il gioco si è fatto più duro durante le 34 apparizioni ai Playoff (10.2 punti, 4.7 rimbalzi e 2.7 assists).
“È un fattore” ha poi continuato Clifford “sa le cose senza doverle spiegare, intuendo dove la palla dovrebbe andare. È un incredibile passatore, giocando anche senza il palleggio; guardandolo giocare se penso a cosa potrebbe fare, lui la fa. Ha una confidenza straordinaria con il Gioco”
Dopo aver passato anni sotto l’ombra di LaMarcus Aldridge, Lilliard e Matthews sarà questo l’anno giusto per prendersi la giusta rivincita?

