Lo strappo alle cuffie rotatorie della spalla destra è ormai archiviato. Nonostante il fisico sia ormai logorato dalla (quasi) ventennale carriera NBA, la determinazione e la classe non sono affatto svanite: Kobe Bryant è pronto a ricalcare il parquet e guidare i suoi Los Angeles Lakers in piena ricostruzione.

L’avevamo lasciato alla partita contro i New Orleans Pelicans del gennaio 2015, dove ha patito il grave infortunio che aveva dato vita ai rumors sull’interruzione del suo percorso sportivo: in precedenza infatti, il Black Mamba ha avuto a che fare con un grave problema al tendine d’Achille che sembrava già compromettere un suo ritorno in campo. E invece no. Bryant si è messo a lavorare duramente come lui sa fare e, dopo un altro calvario, è tornato ad allenarsi.

Kobe Bryant.

Kobe Bryant.

Durante l’assenza del loro uomo franchigia, che nella scorsa stagione ha superato Michael Jordan nella classifica dei marcatori di tutti i tempi, i gialloviola hanno preso acqua da tutte le parti portandosi a casa un pessimo record di 21-61. La risalita verso i vertici della lega è faticosa e il contributo della guardia in tal senso sarà fondamentale.

Coach Byron Scott, quest’anno. ha intenzione di utilizzarlo principalmente come ala piccola, per dar spazio ad un giocatore in ascesa come Jordan Clarkson e soprattutto a D’Angelo Russell, selezionato con la seconda scelta assoluta dell’ultimo draft. “Credo che Bryant giocherà più minuti come alla piccola che da guardia – ha recentemente dichiarato l’allenatore ai microfoni di David Aldridge – Se riusciamo a sfruttare  le sue abilità in mid-post, lui diverrà più efficace. Giocando in maniera più statica in attacco, credo che riusciremo a preservare le sue gambe in maniera migliore. Dunque, se noi lo utilizziamo dove è in grado di colpire, questa potrebbe essere una variante da prendere realmente in considerazione. ” Il Black Mamba potrebbe mutare il suo stile di gioco tirando dagli scarichi o in uscita dai blocchi, senza contare la sua nota abilità nel post. Sarà lui il leader tecnico e spirituale della squadra, facendo anche da chioccia ai più giovani come il sopracitato Russell e l’altro rientrante Julius Randle.

Insomma, forse i playoff non sembrano alla portata dei Lakers, ma Bryant è ha intenzione di arrivare più in alto possibile nella regular season 2015/16, forse l’ultima prima del definitivo addio al basket.

STATS 2014/15: 22.3 PPG, 5.7 RPG, 5.6 APG

Per NBA Passion,

Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)

 

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