A poco più di due settimane dalla fine della Regular Season i playoff sono entrati nel vivo dell’ azione, decretando già tutti i nomi che accederanno al secondo round.
Una delle serie più intriganti del primo turno è quella che ha visto come protagonisti i San Antonio Spurs (2° Record ad Ovest) ed i Memphis Grizzlies (7° Record ad Ovest) il che non era del tutto scontato. In particolar modo, gara 4, di scena a Memphis, è stata probabilmente la partita più bella del primo turno di playoff, nonché l’ unica partita che ha avuto bisogno di un overtime, deciso alla fine da Marc Gasol.

Kawhi Leonard contro Mike Conley.

LaMarcus Aldridge e il gioco in post
–Gara 4 merita un discorso a parte perchè è sfuggita ad ogni possibile pronostico e/o piano: la difesa degli Spurs era irriconoscibile, i Grizzlies erano in serata e hanno messo due buzzer beater per mandare la partita agli OT e poi per vincerla, e in tutto ciò Kawhi ha messo a referto 43 punti, che è il suo nuovo record di punti ai playoff.
Inaspettato quanto gradito a Coach Pop è stato l’ apporto che un rinvigorito Tony Parker è riuscito a dare per i nero/argento, Il francese ha mostrato più di uno sprazzo “old school” alzando di molto gli standard in rapporto a ciò che aveva fatto vedere nella regular season.

Leonard e Aldridge
I due lunghi, Gasol e Randolph, nonostante abbiano fatto globalmente due buone prestazioni, sono andati un po’ troppo ad intermittenza nel corso della serie.
I numeri ci dicono che:
– In Gara 3, vinta da Memphis, Randolph ha messo a segno la sua unica prestazione da +20 punti, accompagnato da Gasol per il quale invece è stata la seconda gara da +20 punti di tutta la serie

Zach Randolph e Marc Gasol.
Coach Popovich, che non è uno di molte parole, ha risposto ad un giornalista che gli chiedeva di Conley nel dopo partita:
“Mike Conley has always been a heck of a player. He’s never gotten his due. I’m not just saying that to be nice because we’ve won. I’ve probably said it five times during the playoffs. He’s been the most underrated point guard in the league for a while. When everybody talked about point guards, they mention four or five guys and its’ always the same guys. This kid has a really high basketball IQ. He shoots it. He drives it. He passes. He runs his team. He’s incredible.”
Che suona come una fortissima dichiarazione di stima da un uomo che non spreca buone parole per nessuno.
Conley ha davvero giocato una serie impressionante che i numeri racconterebbero solo a metà, non potendo riportare l’ intensità emotiva sul viso dell’ ex Ohio State che invece il teleschermo lasciava filtrare.
Gara 1 è cominciata con una difesa maniacale di Danny Green che probabilmente ha spiazzato Conley che non si aspettava tanta aggressività. Le evidenti difficoltà si sono rispecchiate sul tabellone che, a fine gara segnava solo 13 punti per la PG dei Grizzlies. Ovviamente questo ha creato un discreto rumore mediatico che però non ha condizionato Conley, che si è presentato a Gara 2 più pronto e motivato, concludendo con 24 PTI e 8 AST. Da li in poi il suo fatturato non è mai sceso sotto ai già citati 24 punti e ai 5 assist, toccando un massimo di 35 PTI, 8 AST e 9 REB in Gara 4.


