Nelle ultime settimane si è parlato molto dei problemi offensivi degli Orlando Magic. Si è discusso di “pace”, di come i Magic avrebbero dovuto attaccare in base alle loro caratteristiche. Giovani e atletici, si dice, e quindi giocare una pallacanestro ad un basso numero di possessi stava snaturando il loro DNA. Allora si corre, si alza di molto il ritmo, si passa da 95 possessi di media a 104/105, “zingarate” di Payton in transizione a schiacciare la difesa avversaria per poi scaricare fuori per i tiri di Frye o per le penetrazioni, prendendo in contro tempo i difensori, di Oladipo, o giocare pick & roll veloci per trovare i canestri di Vucevic.
I miglioramenti non si sono fatti attendere, molti più punti, 120 in due partite consecutive che hanno prodotto due vittorie, ma i problemi, quelli reali, non sono spariti affatto. Perché il grande , vero, dilemma in casa “pure blue” è, ed è sempre stato da inizio stagione, la difesa. Serve un “rim protector”? Non lo so. Non ne sono completamente certo. Servono migliori collaborazioni difensive? Si, sicuro al 100%. La difesa sul pick&roll è spesso approssimativa, come visto nella recente gara a Detroit contro i Pistons, dove Brendon Jennings ha letteralmente fatto ciò che ha voluto. I Magic sono talmente preoccupati a riempire l’area che lasciano liberi i tiratori sul perimetro e subiscono diversi canestri da tre punti. Se ci fosse il famoso “rim protector” probabilmente Oladipo, piuttosto che Harris o Fournier, non si staccherebbero così tanto dal loro attaccante, ma non ne abbiamo la completa certezza. Basta un Gregg Monroe (il nome non è più di tanto messo a caso visto il continuo chiacchiericcio intorno ad un suo approdo nella città di Topolino) al posto di Frye per far cambiare ritmo difensivo ai Magic? O è più una questione di convinzione mentale di poter difendere oggettivamente meglio?
Che Frye non abbia particolari attitudini difensive lo si sapeva fin dall’inizio, ma è stato scelto da Vaughn ed Hennigan per quello che l’ex Suns ti da in attacco. Orlando gioca con quattro giocatori sul perimetro, per poter dare più spazio a Vucevic di giocare l’uno contro uno in post basso ed eventualmente leggere i raddoppi e scaricare fuori. Le caratteristiche offensive di Frye permettono ai Magic di avere l’area meno piena, e sui pick&roll il difensore del “quattro” esterno non può staccarsi più di tanto per aiutare in area per evitare che ci sia un tiro comodo da tre. Con il rim protector, che come dicevo in precedenza si presume sia un quattro classico che gioca vicino a canestro, questi spazi non ci sarebbero. Quindi le questioni da porsi sono chiare, o si continua su questa strada e si trova una soluzione difensiva in “casa”, oppure si deve andare a cercare altrove ma si dovrà cambiare strategia in attacco.
Aaron Gordon potrebbe essere il giusto compromesso tra le due soluzioni. Il suo infortunio, che lo ha tenuto fuori nove settimane, non ha certo giovato alla crescita personale e di squadra. È un giocatore ancora senza un ruolo ben definito, non è un “tre” e non è un “quattro”, ma proprio per questo può essere molto utile. Per prima cosa è un difensore nel DNA, è un atleta spaventoso e ha voglia di sacrificarsi. Può difendere su giocatori esterni sul perimetro, ma anche su ali che giocano spalle a canestro. Ha gambe per tenere le partenze in palleggio, ma anche per riuscire nell’aiuto e recupero. In attacco non ti danneggia più di tanto perché può giocare sul perimetro, certo non ha il tiro di Frye, ma nelle poche partite giocate ad inizio stagione ha dimostrato che se lasciato libero può punire. In più, se il suo contributo difensivo si facesse realmente sentire, è in grado di correre in contropiede meglio di chiunque altro e di concludere a canestro con un “discreto” atletismo.
Per ora, presa visione del fatto che i Magic sono giovani ed atletici, rimango convinto che i problemi difensivi siano più che altro dovuti alla voglia o alla non consapevolezza dei propri mezzi, ma per togliermi una gran parte di dubbi, mi piacerebbe vedere per più minuti in campo un quintetto con Payton, Oladipo, Marble, Gordon e Vucevic. Quattro/quinti sono difensori, giovani, atletici e versatili. Giocando ad alto ritmo possono correre in contropiede o giocare in transizione e sopperire alle loro mancanze a difesa schierata. Vedremo se Vaughn sarà della stessa idea per provare a cambiare registro nella propria metà del campo.
Per nbapassion.com,
Alberto Vairo (@albicoach)



