Dopo il buon successo alla prima stagionale contro i Lakers, Golden State batte anche Denver e fa 2 su 2 in stagione. La vittoria di questa notte però è forse ancora più speciale, se si considera che razza di prova ha messo su Aaron Gordon. L’ala dei Nuggets ha infatti realizzato una prestazione senza senso da 50 punti, tirando 10 su 11 da tre. Proprio la 10° tripla, arrivata a 26 secondi dalla fine, sembrava aver chiuso definitivamente i giochi. Sembrava, appunto. Dall’altra parte infatti Steph Curry, che aveva iniziato la partita con qualche difficoltà al tiro, pian piano ha trovato ritmo, fino ad esplodere definitivamente. Dopo il timeout Steph si prende una tripla praticamente da metà campo, la segna, e porta i Dubs all’overtime. Nel supplementare segna altri 7 punti, chiude con 42 totali e rovina la serata perfetta di Gordon.
“Più è importante il momento, più lui sale di livello”, ha detto Green di Curry. “È un tipo tranquillo… ma ama lo spettacolo. Ogni volta che c’è da mettere su uno show, lui lo fa.”
“Il tiro che ha segnato per pareggiare verso la fine del 4° quarto, è un tiro che solo lui può fare”, ha aggiunto l’allenatore dei Nuggets David Adelman.
Arrivato quindi alla sua diciassettesima stagione in NBA, Curry non smette di stupire per talento, imprevedibilità, freddezza e si potrebbe andare avanti per giorni ad elencare le sue qualità. Stanotte forse quella che più ha impressionato è stata il suo killer instinct: dei 42 punti finali, 22 sono arrivati tra l’ultimo quarto e l’overtime, quando la palla scottava di più. Ad ogni modo Golden State va sul 2-0 iniziando al meglio la stagione, specialmente considerando gli scalpi pregiati di Lakers e Nuggets. Stanotte avranno il primo back to back contro Portland, che nelle ultime ore intanto è finita nell’occhio di un ciclone mediatico.




