Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLA Clippers Il sostanziale equilibrio tra Clippers e Jazz

Dire che l’equilibrio stia (per ora, almeno) regnando sovrano nella sfida tra Los Angeles Clippers e Utah Jazz √® tutt’altro che un’eresia. Il duello, dominato dalla tattica e da larghi sprazzi di pallacanestro ragionata, √® attualmente sul punteggio di 1-1. Nel primo atto, √® stata la banda proveniente da Salt Lake City ad avere la meglio (97-95), grazie al ‘colpo di teatro’ di Joe Johnson allo scadere; in gara 2 i losangelini hanno impattato la serie con una vittoria per 99-91, ottenuta grazie ad una prova magistrale dei soliti big three.

Alcune chiavi di lettura stanno scrivendo l’andazzo, che ovviamente potrebbe essere soggetto a cambiamenti o alle imprevedibili varianti che si presentano puntuali come un orologio svizzero.

Ecco, parlavamo di variabili. Come quella dell’infortunio di Rudy Gobert accorso in gara 1, che sta creando¬†di certo grossi grattacapi ai Jazz. Il centro francese √® la colonna portante dell’impianto difensivo e, mancando lui, la strada verso il canestro √® spianata pi√Ļ che mai. Blake Griffin e DeAndre Jordan infatti stanno banchettando agevolmente sotto le plance avversarie, facendo incetta di punti e soprattutto di rimbalzi (il solo Jordan in entrambe le gare, ne ha raccolti 15, pi√Ļ di tutti i lunghi dei Jazz messi insieme). Il frontcourt dei Clippers sta distruggendo atleticamente la coppia formata da Boris Diaw e Derrick Favors, che faticano veramente tanto a contenerli. Il pick and roll¬†californiano sta funzionando proprio per questo, ma soprattutto perch√® Chris Paul sta telecomandando argutamente¬†le operazioni.¬†CP3 non si √® solo limitato a smazzare assistenze o a far girare la squadra, ma ha anche contribuito in maniera significativa in fase realizzativa: 46 sono i punti complessivi segnati, con giustezza. E in difesa? Beh, il buon Paul in questo frangente ha sempre detto la sua

Il pick and roll dei Clippers sta riuscendo a scalfire l’arcigna difesa dei ragazzi di Quin Snyder.

I Jazz hanno riscontrato qualche¬†problema relativo alla retroguardia,¬†tuttavia¬†ci sono delle note liete da registrare. Soprattutto per quel che concerne l’attacco. Infatti, il team della terra dei mormoni sta riuscendo a far girare la palla e a finalizzare spesso l’azione. La circolazione √® pi√Ļ fluida, si riesce a costruire con pi√Ļ facilit√† l’azione per permettere al compagno sistemato meglio di andare a canestro (a discapito di quello che succede in RS, dove in fase offensiva si fatica). Da segnalare, in particolare, il fatto che abbassando il quintetto con Joe Johnson (utile anche nei giochi in isolamento) e Rodney Hood contemporaneamente in campo, i Jazz riescono ad alzare i ritmi di gioco. Ovviamente da quelle parti molto passa dalle mani di Gordon Hayward, che per√≤ deve essere aiutato. In gara 1 ha messo a referto 19 punti, mentre nella seconda gara sono stati 20 i centri portati in dote: il prodotto di Butler non √® sempre stato impeccabile col suo jump shot ed ha faticato ad attaccare il ferro, data la presenza della coppia di guardiani Jordan-Griffin. L’ala piccola non pu√≤ sobbarcarsi tutto il peso delle responsabilit√† sulle proprie spalle, perch√® se si inceppa lui √® dura.

Interessante i dati riguardanti le second unit dei due team: per ora quella dei Jazz si sta dimostrando pi√Ļ efficiente, soprattutto in termini di punti: un fattore che potrebbe divenire determinante per l’esito della serie.

Finora la panchina dei Jazz sta segnando di pi√Ļ e tirando meglio rispetto a quella dei Clippers. Senza contare il computo dei rimbalzi raccolti in media. (Fonte: NBA.com)

Botta e risposta, verrebbe da dire: per ora tra Clippers e Jazz c’√® una situazione di sostanziale stabilit√†. Tutto √® ancora in gioco e per ora la bilancia non sembra pendere a favore di nessuno: le prossime due gare alla¬†Vivint Smart Home Arena potrebbero cambiare il trend.

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