Dame Time rimane a Portland, le strade dei Trail Blazers e Damian Lillard non si sono separate questa estate. Un giocatore del suo calibro (sei volte All Star) avrebbe fatto comodo a molte franchigie per alzare l’asticella e vincere il trofeo Lerry O’Brien. Dal canto suo, lo stesso Lillard avrebbe potuto forzare la mano per essere scambiato ma, alla fine, ha deciso di rimanere nella sua Portland.
Dalle parole riportate da Logan Murdock di The Ringer, dopo l’uscita dai playoff del 2021 Dame non era così sicuro di rimanere in Oregon. Da quanto è emerso la domanda che la guardia americana ha posto indirettamente alla società è stata: “attualmente vogliamo vincere oppure pensate che la squadra sia abbastanza buona per me e avere una chance ai playoff?”.
La risposta dei Portland Trail Blazers
A questo quesito la società ha risposto con i fatti estendendo il contratto di Damian Lillard e provando a costruire un roster competitivo attorno alla sua superstar. L’estensione in questione ammonterebbe a ulteriori 122 milioni in 2 anni che lo porta ad essere il terzo giocatore più pagato di tutta la lega.
Oltre a questo, la franchigia dell’Oregon ha preso Shaedon Sharpe con la settima scelta al draft 2022, rinnovato il giovane Anfernee Simons, rinnovato il centro Jusuf Nurkić e, infine, preso Gary Payton II e Jerami Grant dalla free agency. Se le ultime due mosse sono rivolte verso il presente, le prime due strizzano l’occhio verso il futuro. Il prospetto di Sharpe e la netta crescita di Simons rappresentano delle buone basi anche per gli anni avvenire. L’americano, non avendo più l’ombra di CJ McCollum, nella scorsa stagione ha messo a referto una media di 17.3 punti e 3.9 assist a partita.
Ad oggi non sappiamo in che posizione della Western Conference chiuderanno la stagione i Blazers. L’unica cosa che sappiamo è che la franchigia ha ancora la fiducia del suo uomo simbolo.

