L’impressione è che i Golden State Warriors potrebbero pentirsi di non aver portato a casa gara 1 della serie di primo turno contro i Sacramento Kings, dopo aver condotto per buona parte del secondo tempo contro un’avversaria che tornava ai playoffs dopo 16 anni, con tutta la pressione del caso.
L’occasione per i campioni in carica di metterne ancora di più, di pressione addosso ai Kings, è sfumata contro i 38 punti di De’Aaron Fox, il giocatore più clutch della NBA. Al gran completo col rientro nei ranghi di Andrew Wiggins, che è partito dalla panchina e ha giocato 28 minuti, gli Warriors si sono ritrovati avanti nel punteggio nel terzo quarto per 86-76 dopo una tripla di Stephen Curry che sembrava aver spostato la bilancia anche emotiva della gara verso di loro.
Sembrava solo, perché la reazione dei Kings è stata immediata quanto matura. Un rimbalzo d’attacco di Trey Lyles e un tiro da tre punti di Fox, dopo un cattivo rientro difensivo di Golden State, hanno rimesso Sacramento subito in carreggiata (88-86 con 1:08 da giocare), e allo scadere della frazione è stato Malik Monk a riportare addirittura avanti i suoi.
Dopo aver rintuzzato il classico blitz del terzo quarto degli Warriors, i Kings hanno riportato la gara nel loro territorio, il quarto quarto di De’Aaron Fox. La star da Kentucky ha risposto colpo su colpo ai canestri di Jonathan Kuminga, Donte DiVincenzo e Stephen Curry per tenere i suoi sempre a contatto, e con Domantas Sabonis e Kevin Huerter in serata no al tiro, a dare una grossa mano è stato Monk.
Una schiacciata di Sabonis su assist proprio dell’ex Lakers ha siglato il 119-114 Sacramento a 3:06 dal termine, e due minuti più tardi solo l’ennesima invenzione di Steph ha ridato a Golden State il -2 (123-121). Gli Warriors non sono però riusciti ad andare oltre, dopo due tiri liberi di Monk per il 126-123 a 2.9 secondi dalla fine, ancora Curry è riuscito a crearsi un buon tiro, seppur in equilibrio precario, da tre punti che è però uscito.
Con gara 1 i Kings hanno rotto definitivamente il ghiaccio ai playoffs, una partita che avrebbe potuto sfuggire di mano nel terzo quarto. De’Aaron Fox ha segnato 29 punti nel solo secondo tempo, ha ispirato un parziale decisivo di 7-0 nei minuti finali e dato soddisfazione a un pubblico caldissimo al Golden 1 Center. “Tutta Sacramento si è fatta vedere stasera, fare ciò che abbiamo fatto oggi sapendo come hanno sempre supportato la squadra in ogni momento è un testamento di che gruppo siamo“.
Coach Mike Brown celebra Fox dopo gara 1: “E’ un bene che un giocatore così sia dalla tua parte, perché contro di loro, loro sanno ormai tutto di quello che gli getterai contro in una partita così. E avere un giocatore come Fox in grado di fare le giocate decisive è importante, non è un segreto“.
Fox e Monk, i due ex Kentucky Wildcats, hanno chiuso con 70 punti complessivi, più di Curry, Klay Thompson e Jordan Poole assieme. Malik Monk è riuscito a non far pesare l’impatto negativo della prima partita di playoffs del rookie Keegan Murray (soli 16 minuti per lui), né della serataccia di Huerter (3 su 12 dal campo senza triple). Sabonis ha tirato male ma ha come previsto dominato a rimbalzo, con 16 palloni catturati giocando sopra Draymond Green e con più rapidità rispetto a Kevon Looney.
Gli Warriors hanno accettato la gara a alto ritmo, e sparato con 16 su 50 da tre punti. Andrew Wiggins è apparso già in forma post-season al rientro con 17 punti, Thompson ha chiuso con 21 punti ma -14 di plus\minus, attaccato in difesa – assieme al solito distratto Poole – da Fox e Monk. Steph Curry ha segnato 30 punti con 6 su 14 da tre.
Dopo la partita, Draymond Green ha individuato nella lotta a rimbalzo il punto principale: “Si tratta di cercare l’uomo e fare taglia fuori, si tratta di chi vuole di più il pallone. E poi tenere le penetrazioni per potersi poi mettere in posizione migliore a rimbalzo. A parte questo la nostra difesa è stata buona (…) con questa atmosfera e questo pubblico dopo tanti anni senza playoffs. Ma anche qui ce la siamo cavata bene“.
“Abbiamo controllato la partita per una buona metà“, ha detto Curry “poi loro hanno fatto un parziale e anche il pubblico si è rimesso in gara. Ma noi abbiamo saputo rispondere. So che possiamo tirare meglio e andare meglio a rimbalzo, e se lo faremo ci piace la nostra posizione. Per vincere la serie dobbiamo vincere qui, per cui perché non farlo già in gara 2?“.
