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Knicks, Jackson accusa Fisher

di Francesco Tarantino

In una stagione a dir poco tragica per i New York Knicks, c’è ben poco da salvare, l’unica cosa che il presidente delle operazioni sportive, Phil Jackson, può fare, è giudicare l’operato di coach Derek Fisher, di certo non dal punto di vista dei risultati, a causa della pochezza del roster, bensì il lato comportamentale: l’appunto che il boss fa all’allenatore è di essere poco emotivo con gli arbriti. Nello specifico, come riportato da Marc Berman del New York Post, Fisher deve essere più cattivo con i cosiddetti referees, Jackson ha anche provato a capire quale fosse la causa che frena Fisher, riferendosi al contratto, ma garantisce a nome della dirigenza che reazioni di rabbia e di dissenso nei momenti giusti non avranno conseguenze, bensì saranno indice di un notevole carisma. Sembra quasi che tutti possano approfittarsi della squadra, in qualsiasi momento e ciò non può andare avanti: si tratta di reputazione.

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Derek Fisher parla con i giornalisti

 

La risposta del coach non si è lasciata attendere, il quale afferma che, in primis, il suo modo di gestire la squadra è completamente diverso ma soprattutto, essendo solo al suo primo anno, non può permettersi determinati gesti esuberanti come invece avrebbe potuto Phil dato che le squadre che ha allenato e i titoli che ha vinto parlano per lui. Aggiunge, inoltre, che non crede di non sentirsi un fattore che farà mai la differenza tra una chiamata positiva e negativa, non dipende da lui.

Numerosi sono i punti di vista su questo argomento, per molti la mancanza di emozioni è un fattore negativo, poiché una spiccata emotività sarebbe positiva per la franchigia.

La discussione rimane aperta e l’interrogativo rimane lo stesso: meglio un allenatore esuberante, pronto a farsi buttare fuori per una chiamata errata o un head-coach più mite che pensa esclusivamente al gioco?

 

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