Per i New York Knicks di certo questa non è una stagione da ricordare, le 60 sconfitte sono l’emblema di una squadra che ha scelto la strada del tanking sfrenato andando ad ingrossare le fila dei team che pur di tornare alla ribalta, accettano un periodo di “decadenza sportiva”. Per non parlare, poi, della cattiva selezione dei giocatori da parte della dirigenza, che dovendo onorare un contratto pesante, un quinquennale da 124 milioni di dollari, come quello di Carmelo Anthony, ha le mani legate e poca libertà di scelta. Una delle massime quando si è in pieno rebuilding è sempre scaricare i contratti pesanti, ma il front-office sembra abbia sbagliato in partenza.
L’acquisizione di free agent di un certo spessore resta la priorità per tentare di risalire è per questo che per il 2016 sembra esserci in ballo l’idea Kevin Durant, l’eventuale arrivo dell’ala di Oklahoma implicherebbe una quasi sicura partenza di Melo, vista la difficoltà che si verrebbe a creare nella convivenza tra le due superstar.
Per gli amanti delle statistiche, Durant da quando è in NBA ha giocato il 97% delle partite mentre in questa stagione solo il 33%, percentuale che fa rabbrividire sia i fans che i dirigenti newyorkesi, nella prossima stagione si verificherà come sarà la tenuta fisica. Le opzioni sono due: o Durant risponderà bene all’infortunio e sarà letteralmente conteso nella free-agency 2016 oppure si vedrà.
Per ora i Knicks si sono messi in fila e lo tengono d’occhio, manca ancora molto tempo, qualsiasi scenario è aperto.
Per NBA Passion,
Francesco Tarantino


