Kris Dunn è stato scelto con tante aspettative nel draft del 2016 dai Minnesota Timberlwolves e su di lui la franchigia di coach Tom Thibodeau aveva puntato per coprire il ruolo di playmaker titolare del futuro alle spalle di Ricky Rubio.
Questa era l’idea iniziale, ma l’anno scorso Dunn di parquet ne ha visto poco niente. Thibodeau non ha mai avuto fiducia nel giovane play e man mano che passava la stagione, invece di ricevere più minuti come tutti si aspettavano, il ragazzo trovava sempre meno spazio nelle rotazioni. Dunn non ha mai preso bene la tanta panchina “regalatagli” dal suo coach.
“Immagina la tua famiglia che viene a vederti giocare e tu sei sempre seduto in panchina” ha detto Kris Dunn a Sam Smith di Bulls.com. “Non mi era mai successo prima, è stato difficile, ero quasi imbarazzato dalla situazione. Tutta la mia famiglia e le persone importanti della mia vita mi guardavano, era imbarazzante. Non riuscivo a vederli dopo le partite perché sentivo di non essere la persona che erano abituati a vedere“.
Kris Dunn ha giocato per ben quattro anni nel collage di Providence, con ottimi risultati, sia da un punto di vista statistico che delle prestazioni. Il suo primo anno in NBA non è stato all’altezza né per quanto riguarda le prestazioni (per niente all’altezza delle aspettative), né in quanto statistiche 3.8 punti, 2.1 rimbalzi e 2.4 assist a partita.
“L’anno scorso è stata un’esperienza di apprendistato per me perchè non sono mai uscito dalla panchina prima” ha ammesso l’attuale numero 32 dei Bulls. “Non mi stavo divertendo troppo, adesso mi trovo in una situazione migliore, cerco di non pensare nemmeno allo scorso anno“.
Kris Dunn è stato ceduto in estate ai Chicago Bulls, nella sera del draft, tramite la trade-sorpresa che a spedito Jimmy Butler in Minnesota. Nonostante la stagione dei Bulls sia la peggiore degli ultimi 10/20 anni, Dunn sta facendo una buona regular season con una media di 11.8 punti, 4.7 rimbalzi, 4.4 assist e 1.9 palle recuperate a partiat

