Da quando si è abbattuto sulla Lega l’uragano Warriors, l’evoluzione del Gioco ha registrato una notevole accelerazione: un basket ideale, eccitante e fino a qualche tempo fa impensabile, ha preso vita.
Cinque uomini pericolosi da oltre l’arco e che possono cambiare su tutti i blocchi, la death lineup firmata Steve Kerr. Draymond Green e l’MVP delle Finals 2015 Iguodala possono cambiare su avversari di taglia superiore, e in ritmo hanno infilato tiri pesanti nelle ultime due stagioni; il tutto veniva messo in moto del ritmo forsennato di Curry e Thompson, con l’aggiunta dell’equilibrio che portava Harrison Barnes.
Nell’ultima postseason la risposta alla rivoluzione copernicana dell’ex Bulls è arrivata da Thunder e Cavaliers: Tristan Thompson e Ibaka hanno complicato al vita al bi-MVP cambiando sul pick & roll, ma non tutte le squadre hanno lunghi veloci da aggiungere a James o Durant.
Proprio il prodotto di Texas ha spostato ulteriormente la bilancia del Larry ‘O Brien verso il Golden Gate. Ammesso e non concesso che riesca ad inserirsi in un sistema già più che collaudato, convivendo con altri tre All Star, vediamo quali altre franchigie possono muoversi pericolosamente verso il futuro.
Orlando Magic: Hezonja, Fournier, Gordon, Ibaka, Biyombo
Il vantaggio difensivo è evidente: gli ex Thunder e Raptors sono formidabili stoppatori e grandi atleti, e il congolese provvederebbe anche ad allargare il campo. I tre piccoli sono abbastanza tecnici per sfruttare al meglio le situazioni di pick & roll e possono contare sulla fisicità necessaria per reggere sui cambi, possibilmente tenendo Fournier sull’avversario più perimetrale.
Per riportare Orlando ai Playoffs non basterà certo quest’alternativa tattica, servono due scelte molto alte; ma può tornare utile, come potrebbe essere un’idea giocare con quattro tiratori più Gordon.
Boston Celtics: Bradley, Smart, J. Brown, Crowder, Horford
Il Leprecauno è di nuovo una delle potenze difensive dell’NBA, pur non potendo contare su un rim protector dai gloriosi anni di Garnett. Lo devono soprattutto a Bradley, Smart e Crowder, tre dei migliori difensori on the ball sulla piazza. Brown è il prototipo del giocatore moderno: efficace da tre sugli scarichi, arriva forte al ferro e può difendere su chiunque. Così schierati i Celtics sarebbero letali in transizione, anche viste le buone capacità di passaggio dei lunghi.
Minnesota Timberwolves: Dunn, LaVine, Wiggins, Rush, Towns
Se in Wisconsin i Bucks sono convinti di avere in mano il futuro, dovranno comunque tener presenti i ragazzi di Minnie: sotto la guida del saggio coach Thibodeau i T’Wolves danno l’impressione di essere un’atomica pronta ad esplodere nei prossimi anni. Dunn, in futuro, sarà il cuore difensivo della squadra, sui play avversari e non solo; il vero motore sarà indubbiamente Karl-Anthony Towns: il gigante da Kentucky combina una stazza clamorosa ad una rapidità inedita, e circondarlo di tiratori renderebbe i blu difficili da contenere. In quest’ottica, l’innesto di Rush, 41% da dietro l’arco nella scorsa stagione, potrebbe rivelarsi fondamentale.

