Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLa Nouvelle Vague di Luis Scola

La Nouvelle Vague di Luis Scola

di Rosario Forlano
Luis Scola

Che il tiro da 3 sia sempre più importante nella NBA è cosa ormai chiara. E’ stato ed è il segreto di Pulcinella dei Golden Stare Warriors che hanno vinto lo scorso anno, e continuano ad incantare il mondo a suon di “let it fly!”.
Nonostante qualcuno (che risponde a nome Gregg Popovich) continui a sostenere che sia un male per la pallacanestro e che vada a snaturare lo spirito del gioco, si può facilmente constatare come giocatori con questa freccia in faretra vengano ricercati come l’acqua nel deserto da tutti i GM. OKC ha Serge Ibaka, i già citati Warriors hanno Draymond Green e così via. Ma c’è un giocatore che a differenza di questi ultimi non fa proprio della giovane età il suo fiore all’occhiello. Parliamo di Luis Alberto Scola. In nativo di Buenos Aires sta vivendo una seconda giovinezza nella lega, a dispetto della avanzata età (35 anni), dopo il passaggio ai Toronto Raptors. Gattopardescamente, il buon Luis, si è adattato ai tempi, per dimostrare come e quanto possa dire ancora la sua. Facile vedere la fame, l’ossessione per la vittoria in gente come Russell Westbrook, meno in gente che silenziosamente si rimbocca le maniche e senza fronzoli spiega pallacanestro; e risponde con un “no, grazie” alle assordanti sirene europee che promettevano soldi, tanti soldi.
Come ricordato da Aaron Ferguson, il tiro da 3 di Scola rende i Raptors offensivamente più validi  e crea grattacapi alle difese avversarie. Spacing è la parola chiave, offensivamente parlando. Le spaziature offensive sono vitali per attacchi che non possono dipendere da uno o due fenomeni, come nel caso di OKC.  Il 50% (14-for-28) al tiro dalla lunga distanza fatto registrare dal 4 obbliga ad adattamenti difensivi, come ad esempio l’uscita dal pitturato dell’ala grande di riferimento, il che, ca va sans dire, crea spazio sfruttabile da eccellenti penetratori quali Kyle Lowry e DeMar Derozan. Il tutto offre un’opzione in più sui pick and roll. Se il ‘rollante’ è anche un tiratore, permette ai playmaker di eseguire il gioco più vicino alla line di metà campo; e quindi aprire ulteriormente il campo, oltre alla possibilità di scarico sullo stesso rollante-tiratore.
Quando Scola entrò nella NBA nel 2007 con i Houston Rockets (Scambiato dai San Antonio Spurs per Jackie Butler) le sue percentuali erano ben lontane da quelle attuali. 51,5% dal campo e solo 3 tiri tentati da dietro l’arco. Le prime otto stagioni della carriera di Scola evidenziano solo 60 triple provate e un desolante 10 alla voce segnate (la percentuale è vicina al 17%)  Le due stagioni passate ai Pacers vedono un innalzamento di tali statistiche (22%), ma il gioco voluto da coach Frank Vogel non gli ha comunque permesso di sviluppare pienamente il suo tiro da tre.
Tutto questo non fa che rendere più onore al lavoro certosino fatto in estate. L’esplosione di Scola e la sua duttilità tattica (può essere schierato come centro) permetteranno a coach Dwane Casey di far fronte in maniera più che onorevole all’assenza forzata di Jonas Valanciunas, che secondo i referti medici vedrà il parquet non prima di 6 settimane. Anzi, il gioco dei Raptors fino ad allora ne guadagnerà in velocità e spaziature offensive, il che potrebbe rendere meno blasfemo di quanto possa sembrare un paragone con i campioni in carica. Non sarà l’ago della bilancia che permetterà o meno ai canadesi di fare la voce grossa nei playoff, probabilmente: ma il suo apporto da molte opzioni in più, il che non guasta mai. Tanta dedizione fa di lui quasi un  working class hero’, che ha sapuro reinventarsi a 35 anni suonati.

You may also like

Lascia un commento