La Summer League dei Lakers: i soliti sospetti ed una sorpresa
Si è chiusa con un record di 3-2 la Summer League dei Los Angeles Lakers a Las Vegas. Nell’ultima partita contro i Jazz, con D’Angelo Russel e Larry Nance Jr in borghese, il primo per manifesta superiorità e il secondo per un polso slogato, tocca a Brandon Ingram prendere in mano le redini della squadra e il talento cristallino da Duke non delude: chiude la gara con 22 punti (9/13 al tiro), 5 rimbalzi e 4 assist e termina la Summer League con 12 punti, 4 rimbalzi e 2 assist di media in 27 minuti di impiego. Dal punto di vita offensivo è ancora molto grezzo (in 5 partite: 41% dal campo e 25% da tre), ma difensivamente è parso già in grado di dare un grosso contributo alla squadra.

Brandon Ingram
Non male anche l’ultima partita, e in generale tutta la Summer League, di Ivica Zubac. Il croato chiude la gara con 16 punti, 11 rimbalzi e 6 stoppate e in 5 partite giocate in media 23 minuti ha messo a referto quasi 11 punti (col 65% dal campo, 81% ai liberi), 7 rimbalzi e quasi 3 stoppate di media. Molti GM si stanno già pentendo di non averlo scelto più in alto al draft. La prossima stagione toccherà a lui, insieme al tanto criticato Mozgov, essere il rim protector della squadra. Ai Los Angeles Lakers, questo tipo di giocatore, serviva disperatamente. Infatti, la scorsa stagione questo compito spettava a Roy Hibbert, ma questo pareva in difficoltà persino a correre su e giù per il campo.

Ivica Zubac
D’Angelo Russell, aka “ghiaccio in vena”, ha dimostrato di essere un giocatore di livello chiaramente superiore a quello generale della summer league. Abilità nel segnare e nel chiudere le partite, oltre che ad una ritrovata intensità difensiva (a Ohio State era un grande difensore, prima che realizzatore) fanno ben sperare per l’anno prossimo. In 4 partite giocate mediamente 31 minuti, Russel ha segnato 21 punti di media conditi da 6 rimbalzi e 4 assist, tirando con il 47% dal campo e il 40% tondo da 3. Unica nota dolente le palle perse, 4,5 a partita, tante; sotto questo aspetto ha ancora grossissimi margini di miglioramento. Discorso analogo per Larry Nance Jr. In quasi 30 minuti medi di impiego ha segnato in media 9 punti, catturato 8 rimbalzi e stoppato gli avversari per 2 volte, dimostrando di essere, soprattutto dal punto di vista atletico, di un livello superiore a quello della Summer League. Riuscirà a dimostrare di non essere solamente un grande atleta e ad evolvere il suo gioco verso altre dimensioni?
Ma il più grande question mark di questa Summer League per i Lakers ha un nome e cognome ben preciso: Anthony Brown. E’ lui la sorpresa. La guardia di 2e01 da Stanford, 34-esima scelta dei giallo-viola nel draft 2015, ha fatto girare parecchie teste negli ultimi giorni. Theo Robertson, coach dei Lakers per la Summer League, lo definisce come un giocatore molto fisico, che sa tenere il contatto, dalla spiccata propensione difensiva. La passata stagione ha giocato anche 7 partite in D-League, quest’anno sarà aggregato al training camp. Ha giocato tutte e 5 le partite del torneo e per un totale di 22 minuti di media, con 7 punti e 3 rimbalzi di media. Dal punto di vista difensivo ha dimostrato di essere pronto per la NBA ma in attacco deve ancora costruire un tiro rispettabile (36% dal campo e 30% scarso da 3).

Anthony Brown
La stagione 2016/2017 dei Los Angeles Lakers si prospetta interessante se consideriamo che il core di giocatori dei Lakers del futuro è completato da Jordan Clarkson, fresco di rinnovo, e Julius Randle. Attenzione anche a Tarik Black che senza le continue critiche di Byron Scott potrebbe scrollarsi dalle spalle il gorilla e trovare nuova vita. Lui i pianoforte è bravo a spostarli più che a suonarli ma, in una qualsiasi squadra che voglia avere anche la più minima aspirazione, questo tipo di giocatori ci deve essere.
L’era Kobe e dei Lakers dei primi anni 2000 è alle spalle (e in bacheca a El Segundo con 5 titoli) ma tutti la ricorderanno per sempre; i tifosi dei Los Angeles Lakers si augurano che anche questi Lakers vengano ricordati e le possibilità ci sono tutte.

