Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLos Angeles LakersLakers, serve spazio salariale: Jordan Hill fa le valigie?

Lakers, serve spazio salariale: Jordan Hill fa le valigie?

di Mauro Manca

I big men si preannunciano come gli attori protagonisti del prossimo draft in programma al Barclays center di Brooklyn il prossimo 25 giugno. Le prime due scelte appaiono già prenotate da Jahlil Okafor, centro mattatore assoluto della cavalcata di Duke al titolo NCAA 2015, e Karl-Anthony Towns, altro totem in vernice che in stagione ha fatto la fortuna di Kentucky con 10,3 punti, 6,7 assist e 2,3 stoppate di media. I Minnesota Timberwolves, vincitori della lottery, sceglieranno con la 1 assoluta, poi verrà il turno dei Lakers, detentori della pick number 2.

Già, proprio i purple and gold che ormai da tanto, troppo tempo i playoff li guardano dal divano di casa e vivono un’opaca nemesi all’ombra di quei Clippers che ultimamente dettano legge dalle parti del Staples Center. Per la franchigia della famiglia Buss l’occasione si fa ghiotta, ma per dar vita a un progetto di rilancio occorrerà in primis liberare un po’ di spazio salariale, con un monte stipendi già gravato dal faraonico contratto di Kobe e dalle scelte non esattamente lungimiranti (vedi Lin, Boozer, Johnson) operate negli anni seguenti alla diaspora dei protagonisti del back to back 2009/10. E quindi la signora Jeanie chi decide di buttar giù dalla torre? Tutti gli indizi conducono al nome di Jordan Hill, che per la verità nella povertà tecnica di questi Lakers non ha nemmeno sfigurato più di tanto, mettendo in cascina cifre oneste (12 punti e 8 rimbalzi a serata in 70 presenze) e rivelandosi uno dei più continui della squadra allenata da Byron Scott. Un suo addio permetterebbe però a LA di investire oltre $22 milioni sul mercato e di poter quindi offrire pedine di valore assoluto a un roster che col rientro del Mamba, Julius Randle e Tarik Black potrebbe finalmente tornare competitivo. Il giocatore nativo di Atlanta, che con i Lakers ha un altro anno di contratto a 9 milioni, potrebbe essere amnistiato o finire in una trade, mentre appare più salda la posizione di Robert Sacre, il cui stipendio annuale non arriva al milione di dollari. Il canadese non rappresenta un onere eccessivo a livello economico, finirebbe semplicemente in fondo alle rotazioni di Scott passando la stagione a far roteare asciugamani per le giocate dei compagni. Nella città degli angeli sono da sempre abituati ad ammirare sul parquet centri di un certo spessore, liberare un po’ di spazio salariale con la cessione di Hill rappresenterebbe la volta buona per rivedere un settepiedi dominante sotto le plance dopo la dipartita di Pau Gasol.

Per NBA Passion,
Mauro Manca

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