Chicago Bulls: The Last Call

di Marco Tarantino

Niente da fare. Questa volta non credo sarà facile nascondersi dietro a programmazioni ambiziose, ma volte ad un futuro dai contorni poco chiari. Mai come in questo momento il futuro è adesso per Chicago. La squadra dell’Illinois, che ad onor del vero, viene da una stagione sotto il par, si trova di fronte ad un bivio importante in un momento in cui la Eastern Conference sta cercando nuovi equilibri, dopo il terremoto provocato dalla “Decision 2” che ha riportato LeBron James ai Cavs di David Blatt. I fatti sono chari: nella east coast si sta cercando una nuova regina, momento propizio dunque per chi vuole provare la scalata. Fuori le pretendenti.

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Due indizi fanno una prova

Due acquisti fanno ben sperare i tifosi dei tori: Gasol e Mirotic. L’arrivo dei due interni Fiba infatti, completa definitivamente un reparto lunghi davvero interessante. Con l’ormai leader carismatico Noah, oltre ad un Gibson finalmente esploso, l’apporto dell’esperto Gasol può essere davvero importante per Chicago, che troverà anche tanta qualità in un giocatore che ovviamente non è più nel fiore dei suoi anni, ma che ancora sta dimostrando di saper predicare pallacanestro. Insieme allo spagnolo poi, l’arrivo del connazionale Nikola Mirotic potrebbe creare una miscela esplosiva. Pau potrà essere per il ventenne ex Real Madrid una sorta di padrino, potendo proteggere il talento cristallino dell’ala che tanto ha saputo dimostrare nella scorsa edizione dell’Eurolega. Punti, talento, qualità difensive e leadership in un reparto lunghi assolutamente da titolo, soprattutto per le capacità di coach Thib di ottimizzare il rendimento dei suoi interni, con rotazioni costanti ed un imprinting di gioco, votato al servizio dei lunghi.

L’eterna domanda

In fondo però, il quesito è sempre lo stesso e vi assicuro che rimbomba di più nelle teste dei dirigenti dei Bulls che nelle nostre: tornerà Derrick Rose il giocatore di una volta?

Nessuno può prevedere il futuro della stella dell’Illinois ed è forse per questo che Paxon e soci sembrano condurre ancora un mercato “livin’ on the edge” come direbbero gli Aerosmith. Ma è arrivata l’ora di provare a buttarsi, e non parlo solo al funambolico play. In fondo in una squadra come quella che si sta allestendo, non serviranno più i 25 punti a partita ed il cuore sempre oltre l’ostacolo di Rose. Credo che a questi Bulls serva ritrovare un playmaker che dia un pizzico di qualità in più rispetto ai quintali di quantità offerti dal buon Hinrich, che peraltro ha firmato il rinnovo contrattuale e che potrà essere più che un rincalzo per il rientrante all star. Con Rose sui 14-15 punti di media sono certo che i Bulls sarebbero squadra da titolo. E credo che la stella della Windy City possa assicurare questo fatturato, senza troppe pressioni addosso. Con la possibilità poi, di rivederlo ai suoi livelli per l’arrivo della primavera, periodo importante direi..e non per la fioritura dei suoi regali omonimi.

A.A.A. Cercasi punti disperatamente

Le scorse finals, oltre ad aver fatto vedere il gioco spettacolare dei San Antonio Spurs, hanno dimostrato uno dei teoremi più controversi ma veri della pallacanestro: un ottimo attacco batterà sempre un’ottima difesa. E’ una legge non scritta ma sempre vera. Dunque come si può provare a vincere un titolo solo approcciando le partite cercando di distruggere il gioco avversario, piuttosto che provare a crearne uno proprio? Probabilmente è questo il più grande scoglio da superare per i Chicago Bulls targati Tom Thibodeau, che nel corso di diverse stagioni ormai, hanno cambiato i protagonisti mantenendo sempre lo stesso rendimento in attacco.

Sia ben chiaro, Chicago gioca offensivamente una buona pallacanestro, con circolazione di palla ed uso degli spazi ottimale, ma il problema vero è che lo staff dei Bulls ha sempre dimostrato di preferire le capacità difensive rispetto al talento puro, nella scelta dei giocatori da mettere in campo.

Il “modus operandi” di Thib è chiaro: meglio un giocatore con qualità difensive da educare offensivamente, rispetto ad un talento da registrare difensivamente. Così si possono rileggere le cessioni del buon Belinelli per esempio, carismatico protagonista dei playoff 2013, oppure il minutaggio da all star di Deng e Noah. I discorsi sono chiari, se non sai difendere a Chicago, meglio far le valigie. Ecco, credo che il primo acquisto per i Bulls sarebbe il coraggio di provare a tramutare il talento in quantità. Ma per questo si dovrebbe studiare alla scuola di Popovich.

Chi buttare dalla torre?

Sarò drastico, Dunleavy e Butler titolari in una squadra ambiziosa sono cose che “noi umani non possiamo capire”. Se Chicago pensa di poter ambire al titolo con due esterni di questo livello, probabilmente sarebbe meno avventato attaccare la Casa Bianca, armati di fionda. Non me ne vogliano i due giocatori, ottimi comprimari, soprattutto Butler, ma se i tori dell’Illinois vogliono fare il salto di qualità, serve che uno dei due venga sacrificato. Ai Bulls manca clamorosamente un esterno da 15 punti ad allacciata di scarpe; solo allora i due giocatori appena nominati, potranno acquistare una dimensione che possa farli rendere al massimo.

Con un esterno in più in rotazione, anche la panchina sarebbe da titolo, con Hinrich, Dunleavy, Mirotic, Gibson e uno tra Snell ed il giovane Mc Dermott, tiratore che sta esplodendo nella Summer League di Las Vegas.

Chiedo troppo? Forse sì, soprattutto valutando il fatto che la stagione entrante lascia spazio a tanti dubbi e domande sulla tenuta della stella più lucente dei tori dell’Illinois; credo però che per Chicago sia arrivato il momento di capire se vuole fare le cose sul serio. Sono anni che si sta aspettando la stagione propizia e non credo possa ricapitare, soprattutto pensando che dopo un periodo di assestamento, Cleveland con un quintetto con James, Irving e due prime scelte Nba, lascerà pochissime briciole al resto della lega. E allora speriamo che finalmente, i Bulls rispondano alla chiamata, perchè probabilmente sarà l’ultima occasione per loro.

Per NBA Passion,
Filippo Graziani

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