Liz Cambage si era augurata durante la sua intervista-bomba a Taylor Rooks per Bleacher Report, che tutti i filmati della partita amichevole di preparazione alle Olimpiadi di Tokyo 2021 tra Australia e Nigeria fossero diffusi in rete, ed è stata accontentata.
Un profilo X (ex Twitter) ha diffuso puntualmente via dropbox diversi minuti di filmato della partita tra le Opals e la Nigeria, una partita si d’allenamento e chiusa al pubblico, ma fisica, sentita e che ha preso spesso la piega del confronto anche verbale tra le giocatrici.
Tra le protagoniste c’è proprio Liz Cambage, che dal suo canto ha sempre sostenuto sull’episodio di essere stata la giocatrice aggredita fisicamente, e che le sue compagne di squadra e il coaching staff della nazionale non avessero fatto abbastanza per tutelarla.
Il momento chiave della partita arriva dopo una lotta a rimbalzo tra Cambage e una giocatrice nigeriana. L’ex centro di Sparks e Aces si sbraccia con l’avversaria e entrambe rimediano un colpo al volto, il gioco si ferma per una sostituzione e perché la giocatrice della Nigeria è rimasta ferma sotto il suo canestro, dopo il colpo ricevuto. A uscire dal campo è proprio Cambage, che mentre torna in panchina si rivolge alla panchina avversaria.
A quel punto, la giocatrice della Nigeria vede, e probabilmente sente, qualcosa che non le piace e si avventa con un scatto su Liz Cambage, la spinge e la butta a terra fuori dal rettangolo di gioco, prima di essere allontanata dalle sue compagne. A colpire è la reazione piuttosto fredda delle compagne di squadra di Cambage, che poco fanno per evitare che la situazione degeneri. La partitella resta ferma per alcuni minuti, in cui si vede e si sente Liz Cambage inveire contro le sue avversarie, solo a quel punto un paio di giocatrici dell’Australia le si avvicinano, sempre senza troppa convinzione, per calmarla.
Liz Cambage era stata accusata nei giorni successivi dalle giocatrici della Nigeria, di aver profferito insulti razzisti (“scimmie, tornate nel vostro paese del terzo mondo“) durante la partita, una versione confermata anche da alcune giocatrici delle Opals. La diffusione del fimato della partita ha perlomeno permesso a Cambage di raccontare in pieno la sua versione dei fatti e i motivi del suo nervosismo.
Cambage ha affidato ai social un messaggio in cui spiegava le circostanze personale in cui si era giocata quella partitella, sempre negando gli insulti razzisti: “Vorrei fare chiarezza sulla mia versione di quanto successo (…) prima della partita avevo espresso alla squadra le mie preoccupazioni riguardo alle condizioni inaccettabili di gioco nella ‘bolla’ anti Covid che ci era stata imposta. Il video mostra una partita fisica e senza arbitri, durante la quale io sono stata aggredita e ho subito un trauma cranico. E contrariamente a quanto sostenuto, non ho mai pronunciato insulti razzisti né chiamato ‘scimmia’ nessuno, come si sente dal video“.
Liz Cambage fa poi marcia indietro rispetto a quanto sostenuto durante l’intervista a Rooks, in cui aveva detto di aver iniziato le pratiche per ottenere la cittadinanza nigeriana e giocare le Olimpiadi 2024 di Parigi con la Nigeria. “Non ho mai detto di essere entrata ufficialmente in squadra, ho solo espresso interesse per farlo“. La giocatrice si augura poi che i media possano fare un lavoro migliore nel controllare fonti e materiale prima di pubblicare una notizia “non verificata” e diffonderla.
Durante l’intervista per Bleacher Report, Cambage aveva definito la preparazione per Tokyo 2021 come “un’esperienza da incubo“, e di aver espressamente detto all’epoca di non voler essere convocata. “Ho passato una settimana a dire loro che non volevo entrare in nessuna bolla, ho i messaggi con coach Brondello (…) non volelo andarci, non credevo in un’Olimpiade giocata così. Si tratta di nazioni unite assieme in un unico contesto, non di bolle e cose strane. Non faceva per me, io soffro d’ansia e devo avere la possibilità di uscire da situazioni come quelle. Già ero in difficoltà sia mentale che fisica, e una volta arrivata lì ho scoperto che la persona più importante in quel contesto, la mia terapista, non era stata ammessa. Ma come, non portiamo una psicologa con noi? Io non avrei voluto andarci, le Olimpiadi sono il massimo della pressione, e se c’è un posto in cui potevo avere bisogno di sostegno…. avrei dovuto essere la guida per la squadra, quella che ti porta alle medaglie, non quella che sta seduta in panchina a guardare. E in quel momento ero già a terra, per ragioni personali e relazionali, con le difficoltà a Las Vegas con le Aces e quant’altro“.
Quanto agli insulti, Liz Cambage ha ammesso di aver usato un linguaggio forte, ma non razzista. “Un coach mi ha accusata di aver detto certe cose, io non lo avevo fatto, non so se la gente fosse sorda lì o non so cos’altro. Stavo uscendo dal campo, stavo bevendo da una borraccia e vengo aggredita, e ho detto qualcosa come ‘dovremmo tutte tornarcene nei nostri ca**o di paesi, a casa nostra’. Non ho parlato di terzo mondo né chiamato nessuno scimmia o ne**a“.
Versione questa smentita con forza da Promise Amukamara e Sarah Okoge, nazionali nigeriane e in campo all’epoca. Entrambe hanno confermato gli insulti e dichiarato di non volere in squadra Liz Cambage.
Liz Cambage sul suo addio alle Sparks: “Perdevo tempo”, Jordin Canada: “Dice il falso”
Nell’intervista, Cambage ha anche risposto a una domanda su cosa avesse motivato il suo addio a luglio 2022 a stagione WNBA in corso alle LA Sparks, squadra con cui aveva firmato in off-season. Liz Cambage aveva deciso di lasciare la squadra per ragioni personali, tra i motivi emersi successivamente vi furono però incomprensioni con staff tecnico e compagne di squadra, in una stagione difficile per le Sparks.
“Eravamo in riscaldamento pre-partita” ha raccontato la giocatrice “ero in campo e ricordo alcune mie compagne che ce l’avevano con me, solo perché erano loro a non saper neppure fare un passaggio decente in post basso. E ho pensato, davvero sto perdendo tempo con delle tizie arrabbiate con me perché sono frustrate dal fatto che non sanno passare un pallone? La verità è che i nostri coach non volevano neppure insegnare loro come si fa, come si gioca con una giocatrice di post come me. Ricordo poi un’altra giocatrice, che già ce l’aveva con me dai tempi delle Aces, che in partita poi si guadagna uno sfondamento contro di me, mentre io andavo in attacco… ok, ho pensato, un’altra goccia nel vaso, e quindi un’altra mia compagna di squadra che aveva iniziato a gridare contro di me, io vengo sostituita, mi siedo di fianco a Chiney (ogwumike, ndr) e le dico, ‘io ho chiuso qui, basta’, Avevamo avuto parecchi problemi in stagione, il coach licenziato (Derek Fisher, ndr), il Gm cacciato, giocatrici infortunate e dentro e fuori… e io sono arrivata al punto che non avevo più nulla da dare, c’erano troppe cose che non andavano“.
Anche in questo caso, una ricostruzione contestata da Jordin Canada, guardia delle LA Sparks che su X ha invitato Bleacher Report a intervistarla: “Di solito me ne sto sulle mie, ma se DAVVERO VOLETE la verità, Bleacher Report, chiamatemi“.

