638
I Los Angeles Lakers e tutti i suoi tifosi la scorsa estate sapevano benissimo che questa stagione che per fortuna loro sta per finire , sarebbe stata durissima e lunghissima…
Le “novità” più attese dovevano essere il ritorno di Kobe Bryant dopo il lungo infortunio , l’esordio del rookie pescato al draft con la scelta numero 7 Julius Randle e il nuovo coach Byron Scott,vecchia gloria gialloviola. Purtroppo per la franchigia hollywoodiana il loro giovane talento alla prima stagionale si è infortunato gravemente rompendosi la tibia contro gli Houston Rockets, già quello è stato il primo segnale che la stagione sarebbe stata tutta in salita, senza possibilità di trovare qualcosa di buono in ottica futura.
In seguito a questo sfortunato avvenimento gli occhi puntati erano tutti su Bryant,che passò i primi 2 mesi in vetta alla classifica marcatori dell’intera lega, riuscendo a superare nella classifica scorer di tutti i tempi sua maestà Michael Jordan, posizionandosi al terzo posto dietro Jabbar e Malone: ma la squadra di Scott in termini di risultati faticava e non poco, complice un roster assemblato malissimo, pochi giocatori di qualità oltre al Black Mamba, ed idee confuse su come comportarsi per via del draft prossimo, in cui i Lakers avranno una scelta protetta solo dalla 1 alla 5, altrimenti la pick finirà in mano ai Sixers (prima delle dealine era dei Suns).
Complice il nuovo infortunio di Kobe alla spalla che lo terrà fuori per 9 mesi, Lakers decisero di provare a tenersi la scelta protetta.
A poco meno di un mese dalla fine della regular season LA ha il quarto peggior record della lega, tallonato si fa per dire dagli Orlando Magic con 2 sconfitte in meno.L’unica nota più che positiva è l’esplosione del rookie meno atteso dello scorso draft, il giovane american filippino Jordan Clarkson, scelto addirittura al secondo giro con il numero 46. Snobbato da tutti si sta trasformando nella steal of the draft di quest’anno: il giovane nativo di Los Angeles sta viaggiando con 15 punti di media, 4.5 assist e 4.1 rimbalzi a partita, tirando con il 44 per cento dal campo, (top tra le guardie al primo anno)e avendo appena effettuato il suo career high nella ostica trasferta di Oklahoma con 30 punti.Il giovane ha avuto anche il privilegio di allenarsi con il grande e appena ritirato Steve Nash e i primi frutti si iniziano a intravedere: che sia lui la luce in fondo al tunnel di questi Lakers?
La prossima estate sarà fondamentale per capire le volontà di rifondazione del front office losangelino, tra possibile scelta e free agency non si potrà più sbagliare, anche perché la pazienza e il credito da parte dei tifosi è giunta al culmine… E un’altra stagione di tanking per la franchigia più importante e famosa del mondo non sarebbe contemplata.
Per NBA Passion,
Michele Turso
Michele Turso

