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Manuale Chicago Bulls 2018/2019: gli ingranaggi adeguati per un grande ritorno

di Marco Tarantino

“I’m coming home”...Tutti si aspettano una frase del genere da Derrick Rose. Ma quest’anno per i Chicago Bulls il ritorno a “casa” è stato quello di un altro nativo della capitale dell’Illinois, Jabari Parker.

Non sarà facile conquistare subito i playoffs, ma la squadra di Fred Hoiberg vuole stupire, forte di un Lauri Markkanen con un anno di esperienza sulle spalle, di due giovani come Zach Lavine e Kris Dunn finalmente integri dalla prima gara di regular season e con un Jabari Parker in più, in grado di mettere una discreta quantità di punti a referto (15.3 per l’esattezza, nell’arco della sua breve carriera NBA).

In questo contesto anche le rotazioni non saranno povere di giocatori interessanti, con Antonio Blakeney, Denzel Valentine, Robin Lopez, Bobby Portis e Cristiano Felicio da contorno. Dal draft è arrivato anche Chandler Hutchison, ala molto interessante via Pelicans (nella trade che ha portato Mirotic durante la deadline di febbraio a New Orleans).

Insomma un mix esplosivo. Può funzionare? Dipende da quanto riusciranno a maturare e che intesa potranno sviluppare. Finalmente, dopo svariati anni di purgatorio, l’hype intorno ai Bulls sta ritornando ai livelli che la franchigia si merita.

Chicago Bulls 2018/2019

Jabari Parker e Zach Lavine: i nuovi Chicago Bulls 2018/2019

MANUALE CHICAGO BULLS 2018/2019: L’ANNATA PRECEDENTE

  • Record: 27-55
  • Piazzamento: seed #13 in NBA Eastern Conference
  • Offensive Rating: 103.8 (28th of 30)
  • Defensive Rating: 110,9 (24th of 30)
  • Leaders: Nikola Mirotic (16.8 PTS) & Zach LaVine (16.7 PTS), Lauri Markkanen (7.5 REB), Kris Dunn (6.0 AST)

MANUALE CHICAGO BULLS 2018/2019: I MOVIMENTI ESTIVI

  • ARRIVI: 7ª scelta al Draft: Wendell Carter Jr. (Duke), 22ª scelta: Chandler Hutchison, Jabari Parker (Milwaukee Bucks), Antonius Cleveland (Atlanta Hawks)
  • PARTENZE: Noah Vonleh (New York Knicks), Quincy Pondexter (San Antonio Spurs), David Nwaba (Cleveland Cavaliers), Sean Kilpatrick (tagliato), Paul Zipser (tagliato)

Fondamentale il rinnovo di Lavine che vorrà sicuramente rifarsi dopo l’annata precedente alquanto sfortunata. La franchigia dei tori, quest’estate, ha infatti pareggiato un’offerta dei Kings da 78 milioni in 4 anni. Da segnalare, inoltre, l’importante innesto di Jabari Parker che non è riuscito a trovare fortuna a Milwaukee. La PF ex Duke torna a Chicago (città natale) e di certo ci si aspetta tanto da lui, in quanto, se ritrovasse davvero la miglior forma, potrebbe fare la voce grossa, non solo a livello di squadra, ma nell’intera lega. Hutchinson viene da un’annata da 20 punti di mediaBoise State University, chissà se sarà in grado di confermarsi anche tra i più grandi. La ricostruzione dei Bulls passerà infine da Wendell Carter, lungo pronto a farsi spazio con prepotenza nella lega.

Hanno salutato, invece, giocatori avanti con l’età e a cui si può facilmente rinunciare. La mancanza di talento è stata una delle problematiche a Chicago nell’ultima stagione. Dando un’occhiata alle partenze e agli arrivi sembra che il GM Gar Forman voglia invertire la rotta, puntando sul futuro, attraverso gli inserimenti a roster di giovani di buone prospettive.

Chicago Bulls 2018/2019

I due rookies dei Chicago Bulls 2018/2019: Wendell Carter JR e Chandler Hutchison

MANUALE CHICAGO BULLS 2018/2019: L’ANALISI

La squadra è parecchio interessante. Tanti giovani potrebbero crescere e dare una mano alla squadra di Hoiberg al fine di raggiungere un posto tra le prime otto ad Est nella griglia dei playoff 2019. L’anno scorso le aspettative sono state deluse. Difatti, sulla carta la squadra valeva sicuramente di più del record che ha portato a casa. Una spiacevole vicenda ha inoltre fomentato delle critiche sulla gestione del team. Si tratta del clamoroso tanking (presunta strategia che consiste nel perdere partite “appositamente” per accaparrarsi un posto in alto al draft) di fine stagione. Hoiberg è stato infatti accusato di aver lasciato in panchina Robin Lopez e Justin Holiday (due dei suoi pilastri) per più di 5 partite di fila, nonostante non avessero alcun tipo di problema fisico.

Il quintetto per il nuovo anno è stravolto rispetto a quello della passata stagione. Hoiberg ha addirittura l’imbarazzo della scelta. Kris Dunn e Zach Lavine saranno le due PG (Justin Holiday è anche una valida alternativa), mentre Jabari Parker agirà da ala piccola, Lauri Markkanen da grande e Wendell Carter partirà già subito titolare come 5. Altre alternative invece sarebbero quelle di lasciare uno di questi 5 in panchina per avere un po’ di costanza, senza sbalzi a livelli statistici tra i 5 titolari e i panchinari. Avere una panchina lunga non è sicuramente un privilegio che tutte le squadre possono permettersi. Questi Bulls ne hanno una tutt’altro che da ultime posizioni ad Est. Robin Lopez ha 10 anni di esperienza alle spalle, Bobby Portis ci ha abituato a solide e discrete prestazioni la scorsa annata e Denzel Valentine sembra stia ingranando la giusta marcia, avendo raddoppiato, durante la sua stagione da sophomore, i punti messi a segno (da 5.1 ppg a 10.2ppg). Gli addetti ai lavori sono convinti che quest’ultimo possa sentirsi maggiormente a suo agio in un gruppo contornato da giovani, ed è quello in cui sperano i tifosi Bulls.

I giornalisti di ESPN spiegano che impatto potrà avere Jabari Parker nel sistema Bulls

Il peso dell‘attacco sarà retto dai giocatori chiave. LaVine ha dimostrato di non saper solo schiacciare, la guardia ex UCLA è anche uno scorer (18.9 punti di media nella sua ultima stagione a Minnesota). Markkanen potrebbe rivelarsi un’arma letale, sia dentro il pitturato che fuori dall’arco, essendo un lungo che non si limita ai soli rimbalzi e tiri ravvicinati ma anche a tiri dalla media e da tre punti (per non parlare dell’ottimo palleggio). Parker dovrà solo trovare continuità. La sua versatilità non è infatti da mettere in dubbio, bisogna solo che l’ex Bucks trovi fiducia e ingrani la giusta marcia. Wendell Carter è un jolly poiché è un rookie e sicuramente una scommessa su cui puntare. Studiare il suo minutaggio sarà compito dell’head coach. La sua esplosione è ciò in cui spera la società per poter veramente credere in un futuro prospero.
La difesa è invece un tasto dolente per lo staff di coach Hoiberg. Essa dovrà essere oggetto di miglioramento per la stagione a venire, senza mezzi termini. Difatti, i 110 punti di media subiti lo scorso anno (terza peggior difesa) sono davvero eccessivi per un team che quest’anno ambisce ad altre mete. Tuttavia, essendosi ringiovaniti i giocatori a roster dei Bulls (per intenderci, il quintetto ha un’eta media di 22 anni), il copione verrà completamente stravolto. In questo contesto, la versatilità e l’atletismo saranno le due armi segrete: i cambi sui blocchi (problema numero 1 nell’NBA attuale per le difese) non saranno più un problema, e la cattiveria agonistica dei giovani cancellerà ogni dubbio su una possibile strategia di tanking.

Il nuovo centro dei Chicago Bulls 2018/2019 in azione nella preseason: Wendell Carter Jr

 

CONCLUSIONI

I Chicago Bulls di quest’anno hanno tanto da dare, ma anche tanto da perdere, in quanto non sono intenzionati a ripetere i risultati dell’annata precedente. Per riuscire a stupire saranno dotati di ottime ed interessanti risorse e scommesse. La stagione è molto lunga e i giocatori avranno modo di ambientarsi sotto tutti i punti di vista per fare esperienza e per creare una vera chimica di squadra. Non manca assolutamente la voglia di fare bene né la voglia di riscattarsi da parte di alcuni singoli. Ad Hoiberg non serve altro. C’è solo da lavorare sodo per ricordare alle altre squadre chi sono e cosa rappresentano i Chicago Bulls!

 

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