La stagione NBA è ancora giovane, troppo giovane per capire cosa potrà accadere con la fase calda del mercato delle trade a ridosso della deadline di febbraio.
Questo non significa che non è possibile individuare i giocatori che per quella data saranno tra i nomi caldi, su cui si poserà l’attenzione delle squadre, e tra questi selezionare chi potrebbe avere un impatto tangibile, magari decisivo sulla sua – ipotetica – nuova squadra, e perché.
Iniziamo allora una carrellata con i top 5 giocatori che potrebbero cambiare squadra prima della trade deadline, e cambiare in meglio la stagione della franchigia che li prenderà.
1. Eric Gordon
Come da programma, gli Houston Rockets stanno perdendo forte, l’attacco giostrato da Kevin Porter Jr e Jalen Green è oggi una fabbrica di palle perse, il ritmo forsennato come si confà a una squadra giovane e tutta da fare.
La percentuale al tiro da tre punti è però più che dignitosa, e la ragione principale è la presenza di Eric Gordon. L’ex sesto uomo dell’anno sta tirando con il 52.4% dalla lunga distanza, su oltre 4 tentativi a partita, e gira a quasi 14 punti di media. Gordon è sul mercato, sta giocando da sesto uomo e da veterano accanto ai tanti giovani e si sta mettendo in vetrina.
Il suo contratto è alto (18 milioni nel 2021\22, 19 milioni l’anno prossimo) ma non esagerato per la NBA di oggi, Eric Gordon ha 33 anni ancora da compiere e sembra aver ben recuperato da alcuni problemi fisici avuti lo scorso anno. Houston non chiederà la luna per lui, con il suo tiro da fuori e la sua capacità di attaccare il ferro potrebbe far comodo a squadre con ambizioni, e che necessitato di ciò che in America chiamano scoring punch, di punti rapidi, sostanzialmente.
I 20 milioni previsti sul suo ultimo anno di contratto nel 2022\23 non sono garantiti, di fatto Gordon ha ancora un biennale davanti a sé e non è un giocatore finito.
A chi potrebbe servire? I Phoenix Suns potrebbero costruire una trade attorno a Dario Saric, Jalen Smith e una futura scelta la draft, Gordon ha già giocato e raggiunto una finale di conference con Chris Paul a Houston (2019) e l’attacco dei Suns è stato tutt’altro che brillante nelle prime uscite stagionali. I due anni di contratto sono forse troppi per Phoenix, ma se tra qualche settimana Eric Gordon fosse ancora disponibile e i risultati sul campo non all’altezza dello scorso anno, i Suns potrebbero pensarci.
I Pacers avrebbero potuto essere una destinazione possibile, ma con il buon inizio di Chris Duarte e con Justin Holiday, Torrey Craig e Jeremy Lamb (altro nome da tenere d’occhio in uscita) dietro a LeVert e Brogdon, a Indiana ci sono troppe guardie poco spazio per usarle tutte. I Philadelphia 76ers potrebbero essere interessati, ma l’unico contratto spendibile è quello di Danny Green, e non è sufficiente. I Chicago Bulls hanno perso Patrick Williams per infortunio e avrebbero bisogno di un’ala, e attendono il rientro di Coby White.
Che cosa ne sarà di Kyrie Irving? E tra i Nets e Kyrie? L’ex Cavs, con la sua – legittima – decisione di non vaccinarsi, ha messo Brooklyn nella posizione di escluderlo dalla squadra, e per rientrarci Irving dovrà o fare il vaccino o aspettare che New York modifichi per il meglio le attuali restrizioni anti contagio in città, e con la stagione fredda in arrivo fare previsioni è difficile. Come potrebbe poi essere riaccolto in squadra? Al tempo stesso, se davvero Brooklyn dovesse considerare una trade, dovrebbe fare i conti con un giocatore senza valore di mercato, con un contratto in scadenza nel 2023. Un giocatore nella posizione di Eric Gordon potrebbe essere il massimo cui aspirare, per una squadra che in attesa del miglior Harden, oggi fatica a mettere punti sul tabellone, per quanto incredibile possa sembrare. I Rockets hanno già in casa John Wall, e “attaccarci” anche Irving non sarebbe certo la situazione ideale.

