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Nets, il proprietario Joe Tsai: “Spero che Irving si vaccini il prima possibile”

di Gabriele Melina
Joe Tsai Irving

Spero si vaccini il prima possibile“, queste le parole di Joe Tsai, proprietario dei Brooklyn Nets, circa la situazione Kyrie Irving. L’ex Boston Celtics è notoriamente uno dei pochi giocatori NBA non vaccinati, decisione che lo ha costretto a non poter giocare per via delle restrizioni in vigore nel newyorchese. Teoricamente, Irving potrebbe scendere in campo in quelle città meno affollate, ma per ovvi motivi i Nets hanno deciso di metterlo fuori squadra “finché non sarà in grado di partecipare appieno”.

Intervistato da ESPN, Tsai è stato particolarmente chiaro sul caso Irving: “Non credo sia (vaccinarsi, ndr) una questione di opinioni o punti di vista. E’ un dato di fatto. E’ scienza. L’economia può riprendersi, le persone possono tornare a socializzare, perché siamo vaccinati”. Tsai è certo che l’unico modo per far rientrare Irving è che quest’ultimo riceva almeno la prima dose, tuttavia, non c’è ad oggi alcun aggiornamento sulla situazione.

“L’ultima volta che gli ho parlato è stato il 12 ottobre, giorno in cui abbiamo deciso di non renderlo partecipe finché non si conformerà alle norme anti-Covid in vigore a New York. Da quel momento in poi non abbiamo più comunicato. Pur rispettando la visione di Irving, la nostra decisione è stata presa mettendo in primo piano il bene della squadra. E’ insostenibile che un giocatore sia costantemente dentro e fuori dalla rotazione, che giochi in trasferta ma non in casa”.

“E’ stato chiaro fin da subito, in accordo con Sean Marks e lo staff tecnico, che questa fosse l’unica via percorribile. Proprio perché puntiamo in alto, non sapremmo come gestire la squadra altrimenti”, ha proseguito Tsai.

Recentemente, un gruppo di manifestanti si è riunito davanti al Barclays Center per protestare contro l’obbligo vaccinale e supportare Irving nella sua decisione. “A queste persone (i manifestanti, ndr) non interessa se un giocatore scenda in campo o meno, non sono tifosi del gioco. Stanno semplicemente dirottando una questione di vita o di morte verso la politica. Le persone non dovrebbero trasformare l’attuale situazione in un problema politico”, questa la risposta di Joe Tsai alle ultime opposizioni.

Qualche tempo prima, invece, Irving aveva chiarito la sua posizione in una diretta Instagram: “Ho scelto di non vaccinarmi, è stata una mia decisione personale e vi chiedo di rispettarla in quanto tale. Non riguarda la politica, la NBA, o addirittura i Nets. Riguarda la mia vita e ciò che ho deciso di farne”.

Prima dell’inizio della stagione, il general manager Sean Marks si era detto sicuro che i Nets non avrebbero incontrato problemi nel far vaccinare l’intera squadra. La considerazione di Marks si è poi rivelata meno esatta di quanto sperato; i Nets hanno quindi deciso di discutere con Irving per comprendere il suo punto di vista. “Abbiamo trascorso del tempo a parlare con Irving, a cercare di capire la sua posizione e la sua prospettiva dei fatti”.

Brooklyn reintegrerà immediatamente Kyrie Irving se egli dovesse decidere di ricevere almeno la prima dose, nella speranza, collettiva, che le restrizioni vengano allentate come simbolo di una fuoriuscita definitiva dalla pandemia. Tsai ha sottolineato ancora una volta l’importanza di Irving per il futuro dei Nets, ciò nonostante, ha contemporaneamente posticipato a data da definire le trattative per l’estensione contrattuale.

Non a caso, Irving sarebbe eleggibile per un rinnovo quadriennale da 187 milioni complessivi. “Spero che Kyrie possa far parte della squadra a lungo termine, ma non voglio discutere della sua estensione contrattuale“, ha dichiarato Tsai. “La questione più importante, al momento, è se riuscirà a giocare questa stagione”. Nel mentre, Brooklyn ha iniziato l’anno con 3 vittorie e 3 sconfitte, complice anche un inizio a rilento di James Harden.

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