Ieri i Denver Nuggets hanno ufficializzato il rinnovo per tre anni del centro Mason Plumlee a 41 milioni di dollari. Così i Nuggets sono al completo e pronti ad iniziare il training camp.
Mancava solo l’ufficialità. Mason Plumlee giocherà ancora con la maglia dei Denver Nuggets la prossima stagione. In Colorado è tutto pronto per cominciare la nuova stagione con la squadra quasi al completo. Solo Juancho Hernangomez assente dopo aver disputato un buon europeo con la nazionale iberica.
Stagione che vedrà l’esordio in maglia azzurra di Paul Millsap, il grande acquisto del GM Karnisovas per sostituire Danilo Gallinari. Si punta forte quindi sull’ala grande di Monroe, che dopo le parentesi con Utah Jazz e Atlanta Hawks è pronto a concludere la sua carriera a Denver. Con quasi 12.000 punti messi in saccoccia durante la sua carriera, Millsap si reputa soddisfatto della sua scelta. Egli è fermamente convinto che questi Denver Nuggets possano fare meglio delle 40 vittorie conseguite nel 2016-2017.
Grande incertezza nel reparto “piccoli” in cui molti pretendenti lottano per i due posti da titolare. Da notare che, a Denver, non c’è un playmaker puro alla Steph Curry o Chris Paul. Nella scorsa regular season, nei ruoli di guardia e playmaker si sono alternati Jamal Murray, Jameel Nelson, Will Barton e Gary Harris . Soprattutto il canadese, quest’anno, sarà uno degli osservati speciali. Dopo due anni di apprendistato e la grande prestazione nello scorso All-Star Weekend nella partita del Rising Star Challenge tra Team World e Team USA, in cui è risultato MVP del match ed ha mostrato tutto il suo potenziale, Murray è chiamato ad un ulteriore passo in avanti. Oltre ai due “titolari”, nella rosa dei Denver Nuggets abbiamo anche Emmanuel Mudiay , altro prospetto di rilevo che nel 2017 ha riportato alcuni infortuni importanti che ne hanno compromesso l’utilizzo.

Gary Harris con la nuova divisa dei Denver Nuggets
Molte più sicurezze, invece, nella batteria dei “lunghi” dei Nuggets. A comandarla ci sarà sicuramente il nuovo fenomeno di Denver, “the Joker” Nikola Jokic, che alla sua seconda stagione in NBA ha ottenuto statistiche da urlo per chi, sulla carta, è un centro. 16,7 di media punti con 4,2 di media assist e 9,8 rimbalzi di media. Jokic ha deliziato il pubblico della Pepsi Arena di Denver con le sue giocate sezionali ed a fine stagione è stato eletto miglior passatore della lega. Un riconoscimento avulso per un uomo di 2.08!
La visione di gioco è diventata il suo marchio di fabbrica e può portare il serbo a diventare una delle “power forward” più dominanti della NBA. Oltre a “the Joker”, abbiamo anche Faried e Chandler, due veterani dei Denver Nuggets che vogliono ritornare ai playoff con tanta voglia di stupire. Con Juancho Hernangomez pronto a subentrare a partita in corso, a completare il reparto.
Sarà dura raggiungere i playoff, ma i Nuggets ci hanno regalato spesso delle annate sorprendenti. Vi ricorda qualcosa il primo turno dei playoff 1994? I SuperSonics a casa contro l’ultima del ranking ad ovest: una delle più grandi sorprese nella storia del basket americano.
Pierluigi Ninni

