Kyle Lowry ai Miami Heat
La finale NBA oggi sembra un miraggio a Miami, ma la squadra è in crescita e il quarto posto dista sole 4 partite.
I Miami Heat non si tirano mai indietro quando si parla di provare a vincere, la finale 2020 lo impone, così l’età di Butler e Dragic e l’esplosione di Bam Adebayo. La crescita di Tyler Herro e Duncan Robinson (spinosa questione in free agency in arrivo) al loro secondo e terzo anno incoraggia.
Lo scorso anno gli Heat prelevarono a febbraio Andre Iguodala e Jae Crowder dai Grizzlies, e tentarono di arrivare anche a Danilo Gallinari.
Kyle Lowry sarebbe una replica in grande della mancata trade per il Gallo, le “munizioni” non mancano a Miami e la destinazione Florida è sempre gradita (i Raptors stanno inoltre giocando a Tampa Bay in questa stagione, con la frontiera USA-Canada sigillata). Cosa proporre però ai Raptors di irrinunciabile?
Duncan Robinson sarebbe il pezzo in grado di far saltare il banco, ma pare difficile pensare che gli Heat possano separarsene. Kendrick Nunn l’alternativa, ma non s’immaginano grida di giubilo al suo nome a Toronto\Tamba Bay.
Kelly Olynyk, canadese, e forse anche Andre Iguodala (team option sul suo 2021\22) dovrebbero far parte della trade. Meyers Leonard è infortunato per il resto della stagione, sarebbe servito ai Raptors sotto canestro.
Miami non può di fatto impegnare scelte future, un altro dato che complica – forse in modo definitivo – le cose.

