Cosa faranno Schroder e Drummond?
Il tedesco sa di avere il coltello dalla parte del manico nelle trattative.
Perché? In un mercato privo di grandi nomi Schroder è una delle migliori point guard a disposizione (Conley, Dinwiddie, Lowry e Lonzo Ball gli altri), e sa che i Lakers non potranno rinunciarvi a cuor leggero. Senza di lui si aprirebbe una faglia di sant’Andrea in posizione di point guard e spazio salariale per arrivare a Kyle Lowry non ce n’è, a meno di diventare estremamente creativi (e senza scelte al draft è difficile).
Schroder e i Lakers hanno ancora tempo per negoziare in esclusiva prima della free agency, e se non sarà accordo, Pelinka potrà vedere quali offerte arriveranno per il tedesco e poi agire di conseguenza. Un azzardo, ma chissà che non possa pagare…
Heat, Knicks, Bulls e Raptors sono le squadre che potrebbero essere interessate a Dennis Schroder.
Andre Drummond sarà unrestricted free agent e i Lakers pare abbiano scelto: tra Harrell e Drummond, meglio il secondo.
Drummond ha 28 anni e in poche partite ha soppiantato l’ex Clippers nelle rotazioni, il pick and roll tra Andre e LeBron James promette bene (lo si è visto sporadicamente contro Phoenix), e l’ex Cavs è un rimbalzista e rim protector migliore di Harrell.
Il problema è economico. Oggi i Lakers possono offrire a Drummond la sola eccezione salariale annuale da 5.4 milioni di dollari, forse con la promessa di rinegoziare un contratto più lungo tra 12 mesi. Per creare più spazio salariale i Lakers dovrebbero rinunciare a Caruso, Horton-Tucker e Schroder, oppure scaricare via trade i contratti di Caldwell-Pope, Gasol o Kuzma.
Forse un prezzo troppo alto.

