I Phoenix Suns hanno raggranellato 3 future prime scelte al draft per gentile concessione degli Utah Jazz, e ora sono pronti a presentare un’offerta di trade ai Miami Heat per Jimmy Butler.
Trade che potrebbe diventare pantagruelica per dimensioni, con almeno 4 squadre coinvolte e due team extra che dovrebbero aggiungersi per aiutare ulteriormente Phoenix, e guadagnarci qualcosa nel passaggio. I Suns sono come arcinoto al di sopra del second tax apron salariale e non possono allo stato attuale delle cose aggreggare più giocatori e contratti in una singola trade, e Bradley Beal che ha ormai un piede fuori dalla porta a propria volta, dovrebbe accettare di lasciar cadere la sua no trade clause qualora gli fosse presentata una squadra e destinazione di suo gradimento.
Destinazione che non dovrebbe essere Miami, anche se Beal ha fatto il college a Florida e probabilmente apprezzerebbe, bensì e per motivi al momento oscuri ai più, i Milwaukee Bucks. Bucks che potrebbero inserirsi nella complicatissima trade per acquisire Bradley Beal e cedere quindi Khris Middleton, a Miami o altrove, con la sponda di squadre come Toronto Raptors o New Orleans Pelicans a sostanzialmente reggere il sacco.
Uno scambio già complicato da immaginare così, al netto della poca utilità se non quella di fare contenti i Phoenix Suns. E che si complica ancor di più se si pensa che sia Suns sia Bucks sono al di sopra del second tax apron e non possono come detto prima aggregare più contratti in una singola trade, e il contratto di Middleton da 31 milioni di dollari per questa stagione, è sensibilmente minore rispetto a quelli di Beal (50 milioni) e Butler (48 milioni).
Eppure, dato che se c’è la volontà c’è tutto e che comunque, lo show deve andare avanti, un modo per far quadrare i conti i front office delle squadre lo troveranno. E a quanto pare Bradley Beal vedrebbe di buon occhio la destinazione Milwaukee, in cui prenderebbe di fatto il ruolo di Khris Middleton e resterebbe in una squadra che almeno nominalmente gioca per il titolo NBA. Milwaukee aveva già sondato nell’estate del 2023 il terreno per Beal prima di gettarsi su Damian Lillard, ma l’ex star degli Wizards aveva preferito i Suns.
Suns che hanno nel frattempo levato il quintetto base, ergo il terreno sotto ai piedi, a Beal per forzarlo a rinunciare alla sua no trade clause. Da quando coach Mike Budenholzer, mero esecutore con poca libertà di decidere, ha rimosso Beal e Jusuf Nurkic dal suo quintetto nel tentativo di dare una sferzata che non è arrivata (non risiede lì il problema), l’ex Wizards è finito sempre più ai margini fino alle due partite da 11 e 5 punti contro Atlanta e Cleveland. E il rendimento della squadra è stato lo stesso identico di quello avuto prima del cambio tattico.
Stato delle cose che unito al contrattone ormai proverbiale di Bradley Beal, da altri 107 milioni di dollari oltre la stagione in corso fino al 2027, non dice nulla del perché mai Milwaukee dovrebbe cedere un giocatore – Middleton – dal rendimento simile e dalle condizioni fisiche non necessariamente peggiori, per uno che guadagna 20 milioni netti di dollari in più e per un anno di più. L’unico motivo è anagrafico, i 30 anni di Beal contro i 33 di Middleton ma è una motivazione debole.

