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NBA, i peggiori contratti dei giocatori squadra per squadra – parte prima

di Michele Gibin
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4. Otto Porter Jr, Chicago Bulls

Che te lo dico a fare?

Per la verità un candidato forte per i Bulls sarebbe potuto essere il brasiliano Cristiano Felicio, che nel 2017 firmò un quadriennale da 32 milioni di dollari per – di fatto – sostare in panchina. Il suo contratto scadrà nel 2021.

Otto Porter Jr è però l’esempio massimo di scelta sbagliata.

Non dei Bulls (che degli scheletri nell’armadio ne hanno, comunque) ma degli Washinton Wizards che dopo 4 stagioni in crescita della giovane ala da Georgetown videro in lui il pezzo giusto da mettere attorno a John Wall (sic) e Bradley Beal. Gli Wizards pareggiarono la sontuosa offerta da 106 milioni di dollari in 4 anni dei Brooklyn Nets e si tennero Porter Jr.

La stagione 2018\19 fu quella del disastro: i progressi di Otto si fermarono lì, la squadra sarebbe affondata dopo lo stop per infortunio di John Wall e Porter fu spedito ai Chicago Bulls in cambio di Jabari Parker (oh yeah) e Bobby Portis. Nessuno dei due gioca più a Washington, di Parker si sono perse le tracce, il gm Ernie Grunfeld che scelse di tenersi Porter Jr perse il posto anche per questo.

Porter Jr gioca (poco) a Chicago, il suo quadriennale faraonico scade a luglio 2021 e lui e i Bulls si separeranno senza particolari rimpianti. Troverà una nuova squadra e un contratto che gli metterà meno pressione, perché resta un buon giocatore (40% da tre in stagione!).

5. Cody Zeller, Charlotte Hornets

Ricordate il discorso sul 2016 fatto in apertura?

Bene, gli Charlotte Hornets sono un monumento a quanto di sbagliato successe in quell’estate di cap frenzy: Nicolas Batum, Bismack Biyombo e Cody Zeller from Indiana University.

Per Zeller gli Hornets spesero la quarta chiamata assoluta di un draft NBA 2013 in cui – va detto – di fenomeni non ve n’erano ma in cui CJ McCollum fu scelto alla numero 10, Giannis Antetokounmpo (si, lui) alla numero 13 e Rudy Gobert alla numero 27. Cody Zeller giocò 82 partite al primo anno poi mai più di 73 e sempre meno di 65 negli anni successivi, nel 2016 (here we go) firmò un’estensione da 56 milioni in 4 anni.

Gli Hornets hanno fatto i playoffs due volte durante l’era Kemba Walker, il loro secondo miglior giocatore in quegli anni è stato probabilmente Al Jefferson

6. Kevin Love, Cleveland Cavs

Kevin Love, 4 volte finalista NBA e campione nel 2016 con LeBron James e Kyrie Irving, firmò nel 2018 un nuovo contratto da 120 milioni di dollari in 4 anni che scadrà nel 2023.

Da quel momento, Love ha giocato 80 partite in due stagioni e mezza, il suo valore sul mercato è ormai impalpabile, e anche per motivi fisici la scommessa del gm Koby Altman di puntare su Love per il dopo LeBron e soprattutto di sfruttare sul mercato un’eventuale grande stagione dell’ex Twolves si può dire persa.

Ogni discorso di trade per Kevin Love è rimandato a quando Love riuscirà a ritornare in campo in modo stabile e a dimostrare di avere ancora qualcosa da dare. I Cavs intanto languono sul fondo della classifica.

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