7. Kristaps Porzingis, Dallas Mavericks
Contratto impegnativissimo per un giocatore dal talento smisurato quanto con un paio di difetti evidenti.
Il primo è l’attenzione difensiva, il secondo è un fisico tutt’altro che roccioso. In questa stagione, iniziata tardi per Porzingis, il lettone è… solamente il peggior difensore della NBA preso singolarmente o quasi, in una squadra che non fa nulla per mascherarne i difetti (la NBA ne è piena, di esempi del genere).
Porzingis e Marvin Bagley III sarebbero due canditati seri al premio di Worst Defensive Player of the Year, se esistesse (una volta al Giro d’Italia davano la maglia nera all’ultimo in classifica e i ciclisti se la litigavano). Kristaps è anche un giocatore da doppia doppia automatica, uno stretch four\five formidabile e che lo scorso anno ha dimostrato di poter giocare di fianco a Luka Doncic con profitto. Il lettone ha firmato “al buio” un contratto da 5 anni e 158 milioni di dollari nel 2019, quando era ancora infortunato e arrivava dai New York Knicks.
Dallas è ancora nella fase 1 dell’era Doncic, ovvero quella in cui trovare i giocatori giusti da mettere di fianco a Luka. C’è da sperare che Kristaps Porzingis lo sia.
8. Gary Harris, Denver Nuggets
Harris si è dimenticato come si tira.
La sua flessione al tiro da tre punti in 5 anni la spiegano bene le percentuali: 42, 39, 33, 33 e 32%. La media punti, con la crescita di Jamal Murray e l’ascesa al piano celeste dei candidati MVP di Nikola Jokic, si è abbassata, quello che è rimasto uguale è il suo contratto: altri 40 milioni di dollari fino al 2022.
Harris è stato inserito in qualsiasi trade finta architettata per i Nuggets: per Bradley Beal, per Jrue Holiday, per Kyle Lowry, ma è ancora lì. A Orlando ai playoffs ha avuto un ritorno di fiamma, nella cavalcata dei Nuggets fino alle finali di conference c’è tanto di suo, ma quest’anno l’involuzione non si è arrestata e il suo valore di mercato (che esiste ancora) si è però abbassato.
Gary Harris ha comunque ancora 26 anni ed è un buon giocatore, che forse necessità un cambio di scenario.
9. Blake Griffin, Detroit Pistons
Due anni fa Blake Griffin viaggiò a 24 punti e 8 rimbalzi di media, con 5 assist.
L’ultima stagione brillante prima che il fisico e le ginocchia lo tradissero, ora Blake è fuori squadra dopo aver mostrato una condizione atletica purtroppo insufficiente in una manciata di partite. Impossibile per i Pistons scambiarlo, ci proveranno fino all’ultimo ma i 73 milioni di dollari ancora dovutigli sono troppi.
Il contratto di Griffin sarà risolto, ai Pistons costerà un salasso e Blake potrà trovare una nuova sistemazione altrove, in un ruolo ridotto e si spera in una condizione fisica migliore. I precedenti non mancano, come quello di Antonio McDyess, All-Star ai Nuggets tanti anni fa, poi giocatore di ruolo importante in una contender per anni (i Pistons di Chauncey Billups e Rasheed Wallace).
Griffin firmò il contratto che è poi divenuto per lui una dorata prigione cestistica con i Los Angeles Clippers, che lo scambiarono 6 mesi dopo aver fatto di lui il giocatore franchigia.

