Potrebbero esserci almeno quattro squadre a spingere Austin Reaves lontano da Los Angeles. Nonostante la permanenza nella California gialloviola sia lo scenario più probabile per l’attuale numero 15, il mercato potrebbe cambiare le carte in tavola. Presumibilmente Reaves deciderà di liberarsi dal suo contratto in virtù della player option – clausola che permette ai giocatori di svincolarsi un anno prima della naturale scadenza del contratto – per firmare da free agent un quinquennale da circa 230 milioni di dollari con i Lakers. Ci sono però diverse franchigie con grandi disponibilità dal punto di vista del salary cap e a cui un giocatore come Reaves farebbe molto comodo.
Attenzione perciò a squadre con libertà di manovra in tal senso, in particolare a:
Detroit Pistons – pur non avendo spazio salariale netto, i Pistons sono distanti dal second tax apron del salary cap. Detroit potrebbe perciò formulare un’offerta convincente per Reaves, che ben figurerebbe nel quintetto dei Pistons. Cade Cunningham ha infatti bisogno di un secondo violino per variare l’offensiva Pistons, ruolo che calzerebbe a pennello con l’intelligenza cestistica di Reaves. Coprirne i limiti difensivi sarebbe compito di Ausar Thompson, tra i migliori difensori del perimetro della lega, e della fisicità vicino al ferro di Jalen Duren. Con l’aggiunta di Reaves i Pistons si avvicinerebbero sensibilmente al ruolo di contender.
Dallas Mavericks – il panorama finanziario dei texani è più stringente: pur non essendo ancora sopra al second apron possono operare solamente per scambi ed eccezioni, non avendo grandi margini per offrire contratti competitivi a giocatori senza squadra, al momento. Unica nota positiva della situazione del salary cap dei Mavs è il contratto da rookie di Cooper Flagg. Inoltre, dal punto di vista sportivo, l’innesto di Reaves garantirebbe respiro alla fase offensiva, che nella prossima stagione ritroverà il lungodegente – rottura del crociato – e 34enne Kyrie Irving, e toglierebbe qualche responsabilità in attacco a Flagg, ma allo stesso tempo sbilancerebbe i Mavericks, indebolendo la difesa. Discorso diverso qualora Irving dovesse lasciare Dallas: in tal caso, se Flagg crescesse nel minor tempo possibile e con l’aggiunta di un difensore di livello, sarebbe un gran colpo, ma le variabili sono forse troppe.
Brooklyn Nets – i Nets hanno ancora ampi margini di manovrabilità per quanto riguarda il salary cap. Possono ingaggiare giocatori senza squadra e hanno la possibilità di offrire contratti pesanti, anche per portare Reaves lontano da Los Angeles. Non avendo bisogno di rivoluzionare il roster per questioni economiche, Brooklyn si trova di fronte a un bivio: aspettare la stella giusta o ingaggiare un giocatore in grado di coordinare e far crescere i giovani in squadra. Reaves sarebbe l’uomo giusto per il secondo caso: non una superstar, ma un giocatore intelligente e perfetto direttore d’orchestra offensivo, capace di legare il gioco e accompagnare nella crescita il giovane roster dei Nets.
Chicago Bulls – i Bulls vivono in un limbo economico e sportivo dettato dalle scelte dirigenziali. Causa della situazione stagnante i diversi contratti dal valore consistente, seppur non altissimo, per alcuni giocatori di medio livello, che comportano sia difficoltà a operare in sede di mercato che l’impossibilità ad ambire a un ruolo di primo piano nel panorama NBA. Un eventuale ingaggio di Reaves migliorerebbe la situazione, a patto di liberarsi di alcuni dei contratti che causano il limbo, ma non ovvierebbe ad alcuni problemi strutturali. I più evidenti sono la mancanza di un lungo di livello ad aiutare la fase difensiva e di una superstar, dal momento che Josh Giddey, per quanto talentuoso e promettente, ancora non può dirsi tale.
E i Lakers? – fermo restando che l’ipotesi più percorribile per il futuro di Austin Reaves restano proprio i Lakers, i dubbi sulla sua riconferma derivano dal contratto che gli verrebbe offerto. Con cifre così alte e data l’intenzione di LeBron James di continuare in California sarebbe difficile rinforzarsi nel prossimo mercato. Il duo formato da Doncic e Reaves, dati soprattutto i limiti difensivi, potrebbe non essere abbastanza per rendere i Lakers una seria contender nella prossima stagione, senza comprimari di livello. Non resta che aspettare e vedere se il futuro spingerà effettivamente Reaves lontano da Los Angeles.
