NBA, i principali free agent per l’estate 2023

di Lorenzo Brancati
irving lakers

Kevin Love

Ha chiesto ai Cavs la risoluzione contrattuale con qualche mese d’anticipo rispetto alla scadenza naturale del suo contratto, perché non giocava più e voleva presentarsi alla free agency più pronto.

Lo hanno messo sotto contratto i Miami Heat, che hanno bisogno di un’ala forte che allarghi il campo, che vada con efficacia a rimbalzo e che abbia esperienza ai playoffs. Tutte cose che anche a 35 anni Kevin Love può ancora fare, l’ex Cavs e Twolves potrebbe anche restare in Florida oltre il 2023.

Jae Crowder

Finirà la stagione a Milwaukee, che però alla free agency avrà da risolvere prima le questioni del rinnovo di Brook Lopez, e dell’estensione di contratto di Khris Middleton (situazione delicata e da seguire).

Ovviamente la possibilità che Jae Crowder possa restare ai Bucks non è da escludere, il mercato per lui alla free agency potrebbe del resto consistere nelle sole midlevel exception delle varie squadre, a 32 anni e dopo una pausa lunghissima fuori squadra a Phoenix, per incomprensioni su ruolo e rinnovo di contratto con i Suns.

Jacob Poeltl

I Toronto Raptors, che alla deadline secondo chiunque avrebbero svenduto e invece hanno finito per comprare, se lo sono riportati in Canada dove aveva esordito nella NBA.

Mossa intelligente, ai Raptors mancava un centro di ruolo, cosa che Chris Boucher né Preciuos Achiuwa sono mai diventati, e che potrebbe anticipare mosse più importanti, anche in uscita. Fred VanVleet vuole il rinnovo ma chiede un contratto “alla” Jalen Brunson, Gary Trent Jr può diventare free agent (player option) e l’ultimo anno di contratto di Thaddeus Young non è garantito.

Jakob Poeltl è eleggibile per un rinnovo di contratto di 4 anni con i Raptors, ed è arrivato per restare.

Harrison Barnes

Sacramento non ha giustamente toccato nulla del roster di coach Mike Brown, che sta giocando una stagione da favola per una franchigia che non vede i playoffs da 16 anni.

Alla deadline si è capito come il prezzo per giocatori come OG Anunoby e Mikal Bridges fosse altissimo: 3, 4 future prime scelte future al draft più i contratti per far quadrare i conti. Troppo, con Barnes e Keegan Murray i Kings sono a posto nel ruolo di ala piccola, soprattutto Murray in proiezione vale quanto Anunoby e (forse) Bridges ed è giusto puntare su di lui.

Harrison Barnes ha conservato il suo posto in quintetto base, da ala forte accanto a Domantas Sabonis e con Murray, Kevin Huerter e De’Aaron Fox. A perdere minuti è stato Davion Mitchell con Richaun Holmes a cui Brown preferisce Trey Lyles. Barnes e i Kings, stanti così le cose, hanno tutto l’interesse a proseguire assieme.

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