New Orleans Pelicans, una settimana cruciale per riscrivere il futuro | Nba Passion
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New Orleans Pelicans, una settimana cruciale per riscrivere il futuro

New Orleans Pelicans

New Orleans Pelicans, una settimana cruciale per riscrivere il futuro

Senza programmazione non si vince in NBA. Chissà quante volte abbiamo sentito evocare questa frase per giustificare la regnante dinastia Warriors o la fervente rinascita dei 76ers. L’emblema del “Trust The Process” serpeggia più che mai in una Lega dove, oramai, vagare nel limbo risulta essere un’incredibile perdita di tempo. Lo sanno gli Atlanta Hawks, sembra averlo capito (anche se da pochissimo) NOLA.

La città del Jazz l’epicentro focale della Trade Deadline 2019, l’Unibrow il centro delle attenzioni di mezza NBA, pronta a fare follie per assicurarsi le prestazioni di uno dei 3 più forti giocatori della Lega nel 2018. La rifondazione Pels parte dal suo uomo-simbolo, quell’Anthony Davis che ha visto proprio a New Orleans il suo costante e continuo processo di crescita trasformandosi in un assordante beast nel giro di un quinquennio. Crescita individuale spesso mai accompagnata da grossi acuti di squadra, causa infortuni importanti e una Western Conference di un livello spaventoso. La partenza direzione Oakland del suo compagno di reparto De Marcus Cousins, alla fine dell’estate, aveva anticipato questo processo di alienazione dal progetto di New Orleans, che ha portato ad una sola apparizione ai playoff in 3 anni di favoloso rendimento del Monociglio.

La valutazione di AD e il caro prezzo da pagare quando si acquista un giocatore nel suo prime: Lakers e Celtics pronte a sacrificare il loro progetto giovani.

Giusto allora lasciar partire un giocatore volenteroso di compiere il grande salto, alla ricerca della gloria e dell’anello NBA. Ma Dell Demps, ex vice presidente Spurs e GM di New Orleans, non vuole certo farsi scappare quest’occasione: “vuoi uno dei migliori esterni della Lega se non il n.1, allora offrimi tutto quello che puoi” sembra essere il dictat del front-office dei Pelicans. Come ha ribadito anche il presidente Gayle Benson, non c’è fretta di chiudere il trasferimento. Morale della favola: chi vuole AD, lo deve “pagare” profumatamente.

New Orleans Pelicans, AD-Lakers: prendere o lasciare?

Andiamo più nello specifico. Come tutti sappiamo, Rich Paul, oltre a gestire le vicende economiche di AD, è anche agente di un altro signore con il n.23: un certo LBJ. Cosa che, sembra non lasciare dubbi. A conferma di questa teoria, lontana dall’essere cospirazionista, il forte interesse da subito mostrato da LAL per la stella dei New Orleans Pelicans.

Certo, l’esplicita voglia di manifestare questo interesse ha portato ad alcune vicende incresciose, sia per l’NBA che per lo stesso King, accusato di “tampering” in più occasioni. Tuttavia questo non cancella la reale volontà di AD di raggiungere il suo amico Lebron e di accasarsi a Los Angeles, sponda Lakers (dichiarazioni che arriveranno a breve). Destinazione preferita o meno, le possibilità che i due giochino insieme in un prossimo futuro sono altissime. Stabilire, però, quanto lontano sia questo “prossimo futuro” è sicuramente più difficile.

In realtà, NOLA era già al corrente della decisione del suo asso da un paio di giorni. Anzi, c’è di più: per Alvin Gentry e Jrue Holiday, AD non partirà subito ma solo a fine stagione. Los Angeles Lakers che, però, hanno tanti interessi per chiudere la trattativa subito: su tutti, l’acquisizione di Davis sarebbe un ottimo trampolino di lancio per la formazione di una Big-3 in estate, vista l’abbondanza di nomi su cui fare affidamento (Klay Thompson e Kyrie Irving su tutti al momento, viste le ultime indiscrezioni) e farebbe accrescere le possibilità di competere almeno per una WC Finals già nel prossimo Maggio.

Allora, come New Orleans può concretizzare questa fretta di Magic e Pelinka? Chiedendo il dovuto: Kyle Kuzma e Lonzo Ball su tutti. Il primo, alla sua seconda stagione NBA, è il secondo miglior realizzatore dei Lakers e può diventare in prospettiva uno scorer di affidabilità assoluta e rimane pur sempre uno di migliori prospetti della classe 2017. Lonzo è in costante crescita, ha un grande potenziale in tutte e due le metà-campo, pur essendo già uno degli specialisti difensivi più affermati della Lega e sarebbe un ottimo fit per Jrue Holiday (vedere per credere le percentuali al tiro di Curry nel Christmas Day di questa stagione). Senza tutti e due questi tasselli, lo scambio non può essere ipotizzabile.

Lonzo Ball ha espresso la volontà di essere ceduto ad una terza franchigia, in cui avrebbe più spazio (New York e Chicago su tutte)

Oltremodo, le ultime dichiarazioni di Lavar e Lonzo Ball fanno intuire la possibilità di un “third-team” da inserire nell’operazione. La PG dei Lakers non sembra gradire la destinazione e si opporrebbe ad un trasferimento nella Jazz’s City. In questo caso, nonostante l’ultima parola spetti sempre al front-office, rimangono altri tre/quattro nomi su cui puntare: Josh Hart, Brandon Ingram, Ivica Zubac e Moritz Wagner.

Nonostante le indiscusse qualità di BI, Josh Hart sarebbe un altro innesto importante per Alvin Gentry, soprattutto per la sua pericolosità dai 7’25. Nonostante Elfrid Payton e E’Twuan Moore stiano realizzando le loro migliori percentuali in carriera, NOLA è in fondo alla classifica per triple tentate (24esima in NBA), pur tirando con un abbondante 35% da 3. Come si suol dire, si fa necessità virtù: quando hai un uomo come Anthony Davis preferisci servire nel pitturato o in post più che giocare sul perimetro. Via AD, i giochi dovranno variare, anche considerando l’incredibile evoluzione della NBA in generale.

Gioco forza, oltre i due centri di scuola europea, Brandon Ingram è l’ultimo nome su cui fare affidamento: il potenziale non si discute, ma già troppe volte la sua incostanza ha soppiantato tutte le grandi speranze che sia i tifosi che gli addetti ai lavori avevano riposto in lui. D’altro canto, i soli 23 anni di età potrebbero volgere ancora a suo favore per una terza chance da non fallire.

Gli ultimi aggiornamenti dalla Louisiana, però, hanno spiazzato tutti: i Pelicans hanno respinto le avance dei Lakers, ribadendo di non avere alcun interesse a lasciar partire Anthony Davis direzione LA o in qualsiasi altra franchigia dell’Ovest. Rumors impazziti, che si susseguono a ruota ma che potrebbero anche nascondere un’altra verità: una chiara risposta di NOLA alle parole di Lonzo Ball e al possibile inserimento di una terza franchigia nell’affare?

New Orleans Pelicans, le altre piste per AD

La notizia della richiesta di trade da parte di Anthony Davis ha fatto sobbalzare più di qualche GM dalla sedia. Non solo Magic e Lakers, quindi, in corsa per AD. Sicuramente, sarebbero poche le pretendenti se restringiamo il discorso alla TD della prossima settimana: la maledetta “Rose Rule” taglia fuori il condor Danny Ainge e Boston, mentre Toronto Raptors e Milwaukee Bucks sarebbero anche pronte a mettere qualcosa in ballo.

Ma quali sono i bacini di utenza più interessanti per AD e per NOLA? Considerando le volontà del 23, ovvero di lottare per vincere un titolo da subito, e prendendo per buone le ultime dichiarazioni del front-office dei Pels: “l’opzione Lakers non sarà presa in considerazione, AD non rimarrà nella Western Conference”. Toronto può offrire tanto, a partire dal candidato MIP Pascal Siakam che, lontano da Leonard potrebbe definitivamente affermarsi come go-to-guy e punto di riferimento della franchigia. Allettanti sono anche i nomi di OG Anunoby, possibile specialista difensivo di alto livello ed ancora sophomore, Jonas Valanciunas e Delon Wright. Senza tralasciare anche Fred VanVleet e Norman Powell, ottimi tiratori da 3 e pronti per una maglia da titolari.

Rimanendo ad Est, anche Milwaukee potrebbe provare il colpo grosso, inserendo Kris Middleton e Malcom Brogdon nello scambio. Difficile, però, che Mike Budenholzer possa smantellare l’intero suo sistema di gioco dopo un così positivo inizio di stagione. Passando a Luglio, però, il discorso cambia: Boston e Philadelphia potrebbe benissimo rientrare nella corsa, approfittando della free agency ed il quasi sicuro addio di Jimmy Butler e Kyrie Irving.

I giovani terribili più Gordon Hayward: l’offerta Celtics potrebbe essere la causa del dietro-front delle ultime ore di Dell Demps

In particolare i Celtics, nel prossimo scenario estivo, sembrano essere la squadra con più assets di livello da garantire a NO: Jaylen Brown, Terry Rozier, Jayson Tatum e Gordon Hayward. Tralasciando le scelte, una trade con tre componenti di questo calibro potrebbe far traballare seriamente New Orleans. E sarebbe, a mio parere, la migliore sul piatto in qualsiasi momento.

Scorrendo verso il basso la classifica ad Est, è da escludere una block-buster trade da parte di qualsiasi altra franchigia, tranne una: i Knicks. New York sarà una delle protagoniste attese della Free Agency ed anticipare il colpo Davis vorrebbe dire lanciare un chiaro segnale agli altri pezzi da novanta in scadenza in estate, come Kevin Durant e Kyrie Irving, La Grande Mela sponda Knicks è uno dei big-market per eccellenza e vuole tornare a calcare palcoscenici importanti. Kriptas Porzingis e Kevin Knox i sacrificati d’eccezione, la prima scelta del prossimo Draft 2019 la zampata decisiva: ecco quale potrebbe essere il pacchetto dei NYK, considerando anche i profili di Hardaway Jr. o Enes Kanter per rendere economicamente coerente lo scambio.

Per il resto, il vuoto: Chicago avrebbe Wendell Carter e Lauri Markkannen ed una alta scelta per portare il figliol prodigo nella sua patria, ma AD ha espressamente arenato in partenza le speranze della Windy City con un secco no. Ci sarebbe, infine, Brooklyn ma dubito che Sean Marks getti all’aria tutto il progetto Atkinson in un paio di giorni: anche per i Nets meglio attendere la fine della stagione per completare l’ultimo stadio della ricostruzione.

New Orleans Pelicans, il mercato extra-AD: l’unico intoccabile è Jrue

Non solo AD. L’onda del cambiamento è imminente, soprattutto dopo la bomba fatta esplodere da Rich Paul e da Woj. Dell Demps lo ha fatto intuire il giorno seguente la clamorosa notizia: sul mercato, disponibili per trade, anche Nikola Mirotic, Julius Randle e E’Twuan Moore. Non 3 componenti qualunque del roster di Alvin Gentry, ma 3/5 del core principale dei Pels.

Nikola Mirotic, in estate vicino ai Rockets, potrebbe essere un buon colpo per una contender: Philadelphia in pole

Un esodo di massa che potrebbe sfruttare le lacune di alcune contender per accaparrarsi giovani ma soprattutto scelte interessanti. Perchè la programmazione passa inevitabilmente dai Draft del triennio 2019-2022, con il prossimo che sembra offrire possibilità stuzzicanti anche oltre la scelta n.10 (come Bol Bol). Soprattutto un “4” come Nikola Mirotic servirebbe come il pane ai Philadelphia 76ers per allargare il campo e migliorare l’efficacia dal perimetro. Lo spagnolo ex Bulls viaggia ai massimi in carriera in punti (16.8) e rimbalzi (8.9), tirando con circa il 37% da 3. Nella rincorsa alle Conference Finals, i Sixers hanno bisogno di un innesto mirato, nonostante Mirotic sia in scadenza nel 2019 e la complessa situazione salariale. In particolare, i 76ers sarebbero una delle migliori squadre in ottica scelte (9 seconde scelte fino al 2024) oltre ai giovani profili di Zhaire Smith e Markelle Fultz. Boston Celtics e OKC Thunder rimangono alla finestra, con i C’s che potrebbero sfruttare la trattativa per Miro per strappare un pre-accordo di trade per AD.

Senza dubbio, New Orleans ripartirà dalla completezza di Jrue Holiday, esploso nell’ultimo anno soprattutto in fase offensiva. Una costante del back-court Pels, non più solo un mastino difensivo. Holiday ha la possibilità di diventare una delle guardie più complete della Lega nei prossimi anni, oltre ad essere in lizza per un All-Defensive quanto mai meritato. La consacrazione nella stagione corrente: career-highs in punti (21.2), rimbalzi e assist (8.0) e molte più responsabilità nei finali di partita. Negli ultimi anni, ha aumentato sempre di più la sua pericolosità dal palleggio, prendendosi circa 2 tiri in più di media a gara e tornando ad essere uno dei migliori assist-man della NBA, come a Philadelphia.

Accanto a lui, l’addio di Davis potrebbe rappresentare un nuovo inizio per Jahlil Okafor, terza scelta assoluta del Draft 2015 dai 76ers e firmato quest’anno da NOLA. Un prospetto formidabile che ha sempre faticato ad esprimersi al massimo per colpa di infortuni e della compresenza di Joel Embiid a Philadelphia. Nelle ultime 6 gare, ovvero da quando Davis, Mirotic e Randle si danno il cambio in infermeria, Okafor è entrato in pianta stabile nel quintetto titolare di Gentry stampando 4 doppie-doppie e viaggiando a 20 punti e 10 rimbalzi di media a gara, con quasi il 70% dal campo. Il marasma preventivato delle prossime sessioni di mercato coinciderebbe con l’ultima occasione per Okafor, con la possibilità di ricoprire un ruolo importante nel prossimo futuro dei Pelicans.

Il materiale per ripartire c’è, non tralasciando la presenza di Cheick Diallo e di Franck Jackson. Una polveriera sta per scoppiare in quel di New Orleans: bisognerà capire solo quando tutto questo accadrà. Ma i Pelicans non hanno fretta, almeno per il momento, con la consapevolezza che questa settimana o la prossima estate potrebbe valere quanto un elimination-game ai Playoff. Per riscrivere il futuro.

 

 

Pierluigi Ninni
pier-juve96ma@hotmail.it

Ho 21 anni e sono uno studente universitario. Tifoso dei Cavs e della New Basket Brindisi.

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