Il momento della chance in quintetto base per Jonathan Kuminga doveva arrivare, è arrivato e sarà Draymond Green a fare spazio al giocatore al quarto anno dei Golden State Warriors.
Nonostante una prima prova non entusiasmante contro i Minnesota Timberwolves, un KO per 107-90 casalingo, coach Steve Kerr insisterà con Kuminga da titolare anche per le prossime partite, con uno Steph Curry limitato da un problema alle ginocchia e a cui serve aiuto in attacco.
Prima della malaparata generale contro i Twolves, Kuminga aveva segnato 33 punti con 7 rimbalzi nella vittoria, rara di questi tempi, per 99-93 contro i Rockets. “L’idea è dare più possibilità a Kuminga e a Wiggins di giocare in transizione e in velocità, e dare più minuti a Jonathan. Contro Houston sono stati fantastici e noi stiamo cercando il modo di coinvolgere più giocatori per non sovraccaricare Curry e Green” ha detto Kerr sulla sua decisione.
Decisione avallata da Draymond Green: “Certo che sono d’accordo, sono uno dei più grandi sostenitori di Kuminga da quando è qui con noi. E se c’è l’opportunità di farlo partire titolare ed è questa la volontà ben venga, e se devo stare fuori io è così e basta. Gli si darà un’occhiata per le prossime 3, 4 partite o quello che sarà, e se funziona, bene. Non la vedo come una bocciatura, io so che sono un titolare NBA ma se serve a aiutare la squadra, bene. Io detesto perdere per prima cosa e mi interessa il bene di questa organizzazione, e so che per loro (Kuminga, ndr) è il futuro, lo è anche per me. E allora andiamo a vedere se è davvero così“.
La promozione per Jonathan Kuminga non può non avere implicazioni anche di mercato. Dopo aver mancato la possibilità di arrivare a Paul George via trade in estate e passato su Lauri Markkanen degli Utah Jazz, gli Warriors avevano deciso di attendere e trarre le prime conclusioni dall’avvio di stagione con gruppo attuale. Golden State era partita con un record di 12-3 che aveva forse illuso sul reale valore del roster, da lì in poi sono arrivate 6 sconfitte in 7 partite e alcuni rovesci gravi come contro Spurs e Twolves. Mettere in mostra Kuminga da titolare potrebbe servire anche a attirare il mercato sull’ex g-leaguer, non va dimenticato che il 22enne sarà restricted free agent al termine della stagione.
L’idea di mercato degli Warriors resta quella di cercare una star di prima grandezza, prima della trade deadline del prossimo 6 febbraio. Più di preciso, un realizzatore e trattatore della palla da mettere accanto a Stephen Curry, e per averlo Jonathan Kuminga non potrà non essere il perno di qualunque trade. Più difficile pensare a dei nomi plausibili, oltre al “solito” Brandon Ingram.
Da Miami, dove le cose proseguono senza scossoni ma anche senza entusiasmi particolari, non filtrano rumors su Jimmy Butler. I Milwaukee Bucks ridono di ogni suggestione di trade per Giannis Antetokounmpo, se ne riparlerà eventualmente dalla prossima off-season. Zion Williamson è infortunato e inaffidabile, Zach LaVine sarebbe il nome alternativo a Ingram e forse quello davvero da seguire.

