Los Angeles Lakers
No, Patrick Beverley, Kendrick Nunn e la prima scelta lottery protected al draft 2027 dei Lakers non bastano per prendere Zach LaVine, smettiamo di chiedere.
Per i Lakers, se Anthony Davis riuscisse a restare sano, avrebbe molto senso aggiungere LaVine a AD e LeBron James. La sua sola addizione sarebbe un miglioramento netto in attacco, e se esistesse anche un modo per tenere Russell Westbrook sarebbe quasi un caso di troppa grazia.
La verità è che non esiste un viatico per cui i Lakers possano arrivare ora a LaVine, a meno che i Bulls non si accontentino di accollarsi il contratto in scadenza di Russell Westbrook, le due prime scelte ai draft 2027 e 2029, e magari gettare alle ortiche la stagione e cercare di salvare la propria prima scelta al draft 2023, che finirà agli Orlando Magic se oltre le prime 4 posizioni.
Los Angeles sarebbe destinazione gradita per LaVine, che ha giocato al college a UCLA. Il suo contratto occuperebbe da solo per intero lo spazio salariale dei Lakers per la free agency 2023, che sempre in teoria servirebbe per Kyrie Irving. Se solo i Nets non si fossero decisi a giocare a basket con costrutto invece di spararsi nei piedi. Il rischio per i gialloviola è di ritrovarsi dal 2023-24 con LaVine, un LeBron James 39enne, le stampelle di Anthony Davis e chi scrive e chi legge ora a roster, e per di più senza prime scelte al draft fino al 2030.
Non accadrà mai.
