Home Eastern Conference TeamsMiami Heat, la ricostruzione passa dal centro

Miami Heat, la ricostruzione passa dal centro

di Marco Tarantino

I Miami Heat nella prossima stagione potranno contare su una grande abbondanza nel ruolo di centro: dopo che LeBron James ha lasciato la Florida, sembrava che anche Chris Bosh dovesse seguirlo andando via dagli Heat dopo l’era Big Three per approdare in Texas a Houston. Ma il GM della franchigia, Pat Riley, ha deciso di fermare Boshzilla facendogli firmare un super contratto per legarlo ancora agli Heat per le prossime 5 stagioni per una cifra che partirà dai 20 Milioni di dollari di questa stagione, fino ai 26 nel 2018-2019.

Birdman Andersen
Dopo la decisione dell’ex Toronto Raptors, anche Chris Andersen ha ri-firmato con la franchigia un biennale e con lui è rimasto sotto contratto anche Justin Hamilton.

Nella scorsa stagione si sono alternati sotto canestro Joel Anthony, Chris Andersen, Chris Bosh , Justin Hamilton e Greg Oden: il primo ha giocato appena 12 partite (37 minuti totali) e quindi è stato spedito a Boston nell’affare Toney Douglas.

Per quanto riguarda gli altri lunghi a disposizione, Birdman consente ancora una volta alla squadra di mettere qualche pezza difensiva, viste le sue ottime doti di stoppatore e rimbalzista.

Chris Bosh si è imposto come un tiratore eccellente, tirando fuori triple su triple che hanno messo in difficoltà tutti i centri avversari, che venivano tirati fuori dalla loro area di competenza, trovandosi in netta difficoltà a marcare l’ex Raptors. Nella scorsa stagione ha messo a segno ben 218 triple, il suo record in carriera, tirando con un 33.9 %.

Anche la panchina si è comportata molto bene, con Oden, che non è tornato di certo sui livelli che ci si aspettava, ma ha comunque dato un contributo da non sottovalutare. Mentre Hamilton ha avuto poco spazio: dopo essere stato chiamato dai Sixers nel 2012, ha giocato con Charlotte e quindi con Miami, nella scorsa stagione, prima di essere assegnato dagli Heat alla Sioux Falls Skyforce, squadra di D-League, per fargli fare le ossa. Quest’anno avrà sicuramente maggiore spazio e sarà il terzo centro in squadra dopo Bosh e Birdman. 

Degli altri invece Anthony è ancora a Boston, mentre Oden non ha rifirmato e quindi resterà un free agent, qualora non dovesse ricevere altre offerte.

Se con l’addio di LeBron gli Heat hanno sicuramente perso il giocatore più determinante degli ultimi anni in NBA, è anche vero che potranno contare su due giocatori che saranno sicuramente più responsabilizzati, oltre ad un sostituto di sicuro affidamento, come l’ex Chicago Bulls, Loul Deng.
Se di Wade preoccupano ancora le condizioni fisiche, è facile pensare che sarà proprio Bosh a prendere l’eredità di James e diventare il leader del gruppo.

Con le sue ottime capacità di tiro dalla media e lunga distanza, Bosh nelle ultime stagioni ha giocato più lontano da canestro in fase offensiva, lasciando spazio per gli inserimenti di Wade e James, mentre nella prossima stagione potrebbe tornare a presidiare maggiormente il canestro avversario, diventando un centro più tipico, che con l’aiuto di Josh McRoberts cercherà sicuramente di migliorare il suo gioco in post basso per diventare davvero imprevedibile.

In una intervista in estate rilasciata ad ESPN, Bosh ha dichiarato che dopo la partenza di James, si è responsabilizzato molto: “Mi sento un leader sicuramente, io sono pronto per questo nuovo ruolo. Voglio mettermi in gioco e mi impegnerò al massimo per dare una mano alla squadra.”

La vicinanza di Bosh al canestro inoltre dovrebbe farlo migliorare anche nelle statistiche di rimbalzista, visto che più vicino è al canestro, più probabilità ha di raccogliere i rimbalzi in attacco, come succedeva ai tempi dei Toronto Raptors, dove aveva una media di quasi 9 rimbalzi per gara, mentre nelle ultime stagione a Miami è sceso ad appena 6.1 di media.
Questa è una altra buona notizia visto che a rimbalzi offensivi , Miami non è di certo tra le prime della classe, posizionata secondo la classifica di ESPN come la 29a forza della NBA per rimbalzi offensivi raccolti.

Con Birdman inoltre potrebbe comporre anche un duo di lunghi da non sottovalutare, magari spostandosi nel ruolo di ala grande, e dando una mano sotto canestro all’ex Denver Nuggets nella copertura del ferro.

Se con l’addio di LeBron le cose non sembravano mettersi molto bene per gli Heat, con Deng, Wade e soprattutto un Bosh in versione leader, Miami può sperare di competere anche in questa stagione per il trono ad Est, proprio contro il Prescelto ed i suoi Cleveland Cavaliers.

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