fbpx
Home NBA, National Basketball Association Mondiali e stelle NBA, cosa c’è nascosto dietro al grande rifiuto?

Mondiali e stelle NBA, cosa c’è nascosto dietro al grande rifiuto?

di Il meglio del basket
Mondiali e stelle NBA qualcosa non va, troppi rifiuti, troppi dietrofront ed una Nazionale a stelle e strisce che si presenterà senza tantissimi campioni.
Vorrei proporvi un’importante discussione: quando effettivamente si è persa la magia della nazionale?
Non parlo solo dell’eclatante caso degli USA dove quasi tutte le stelle si sono tirate indietro non per motivi fisici (esclusi Thompson e KD), bensì, per dare più importanza alle franchigie, costantemente in lotta con la FIBA perché preoccupate che i propri giocatori si possano infortunare durante anche solo delle amichevoli, rendendo tutti quei soldi praticamente persi. Il problema per me si trova alla radice, durante ogni estate ci ritroviamo spettatori inermi di ingaggi mostruosi, che a volte superano abbondantemente le 8 cifre, se da un lato è giusta la preoccupazione di alcune squadre nel mandare in giro  per il mondo il proprio fenomeno, dovrebbero essere gli stessi fuoriclasse a dare il giusto esempio ed onorare la propria nazione a discapito anche di un salario ribassato. Una storia che mi ha colpito molto è quella di Nick Melli, il quale è stato quasi costretto ad effettuare una pulizia del ginocchio da parte dei Pelicans ritrovandosi così a rischio per il mondiale, poiché sulla sua condizione di salute non decideranno solo i medici dello staff italiano, ma anche quelli di New Orleans, che probabilmente daranno una valutazione negativa pur di tenere al sicuro il neo acquisto. Una grande dimostrazione di quello che è il forte attrito tra FIBA ed NBA si è avuta durante lo svolgimento delle qualificazioni ai mondiali, giocati con un format che ha penalizzato tutti, spettatori compresi, proprio quest’ultimi si sono dovuti ritrovare a fare i salti mortali per poter seguire la gara della propria nazione, tra giorni infrasettimanali ed orari improponibili, la pallacanestro ha perso ancora una volta la possibilità di mettere in mostra tutta la sua bellezza, finendo in balia di un tira e molla burocratico e senza senso. Sembrano lontani i gloriosi anni del dream team, perché se gente come LeBron James
  • Kevin Durant
  • Kawhi Leonard
  • DeMar DeRozan
  • Damian Lillard
  • Russell Westbrook
  • Klay Thompson
  • Paul George
  • Anthony Davis
  • James Harden
  • Blake Griffin
  • Kyrie Irving
  • Eric Gordon
  • Bradley Beal
  • C.J. McCollum

Non partecipando ai prossimi mondiali, non ci permetteranno di esultare, dato che rimangono sempre i giocatori più forti del pianeta, ed anche in caso di successo contro la nazionale americana (che comunque rimane fortissima) ci sarebbe, nell’aria, la sensazione di vittoria mutilata, poiché avvenuta contro un avversario che non è al meglio della sua condizione. Se da un lato vi è il declino della magia legata alla maglia della nazionale, nei paesi balcanici ed in Lituania, continua ad esserci un attaccamento alla propria squadra invidiabile, con i palazzetti sempre pieni ed anche le più inutili amichevoli trasmesse sui principali canali televisivi, gli stessi giocatori si sentono più invogliati a rispondere presente alla chiamata della propria nazionale, ed è esattamente da qui che si deve ripartire, facendo leva sul fascino ed il senso di orgoglio che solo la canotta del proprio paese porta con sé.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Questo sito web usa i cookies per migliorare la tua esperienza: speriamo sia ok per te, se non lo fosse puoi farne a meno. Accetta Leggi