Dalle parti di Minneapolis il talento abbacinante di Karl-Anthony Towns continua a splendere senza che i giovani Minnesota Timberwolves siano riusciti a sfruttarlo a dovere. Alla stregua di Scott McCall, il liceale protagonista di Teen Wolf che trova supporto dall’amico Stiles Stilinski e soprattutto dal più esperto Derek Hale nella sua personale lotta agli Argent, KAT potrà finalmente avvalersi non solo del fido Andre Wiggins, ma anche di Jimmy Butler. Il nuovo arrivato è pronto a mettersi in gioco a Ovest per dimostrare di aver raggiunto, a 28 anni, la maturità necessaria per essere da subito il leader in campo.
Giovani, affamati, ambiziosi. Un gruppo che vuole emergere, che vuole imporsi, che vuole azzannare gli avversari e farsi strada nella NBA. Un gruppo che vuole crescere definitivamente, in maniera da avere la supremazia su tutti. Un giorno.
La situazione di Minnesota è sotto gli occhi di tutti e non lascia spazio a interpretazioni positive: dodici anni dall’ultima stagione con record positivo, addirittura uno in più per avere notizia dei Timberwolves ai playoff. Quel senso di urgenza non potrà andarsene così facilmente, così come le pressioni che gravitano attorno a coach Tom Thibodeau. C’è bisogno di risultati soddisfacenti prima di subito, anche in una Western Conference sempre più zeppa di campioni pronti a darsi battaglia. Jimmy Butler è per l’appunto uno degli ormai storici protagonisti della Eastern che ha deciso di accettare in estate la corte di coach Thibo, trasferendosi nel sempre più selvaggio West. Le intemperie dei Bulls (orfani proprio di Thibo nell’ultima tumultuosa stagione) sono un lontano ricordo in confronto a un ambiente sicuramente esigente, ma in cui potrà da subito ergersi a guida per i giovanissimi compagni.
Che Minnesota faccia sul serio lo si è capito dalla movimentata offseason appena trascorsa: Jeff Teague, Taj Gibson (altro fedelissimo del coach) e Jamal Crawford nelle intenzioni dello staff rappresentano quella ventata di esperienza necessaria a smuovere questo gruppo dalla mediocrità, e a rendere profondo e affidabile un roster altrimenti privo di valide alternative. Per raggiungere questi obiettivi si è comunque tralasciato un aspetto che, a stagione in corso, potrebbe creare problemi alla fluidità offensiva dei Lupi: la presenza di specialisti dal perimetro latita, ed è figlia di una politica che ha privilegiato degli esterni molto più abituati a creare in situazioni di isolamento che in quelle di catch and shoot. L’area potrebbe intasarsi in più occasioni, le spaziature potrebbero non essere pulite, con la circolazione di palla che potrebbe risentirne. Il solito sospetto Towns, inevitabilmente, sarà l’ago della bilancia della manovra offensiva: già nella passata stagione ha messo a referto un’apprezzabile media di 25.1 punti e 12.3 rimbalzi. Al di là dei numeri, il giovane big man dovrà non solo dire la sua in post, ma avrà il compito di agevolare le situazioni in pick and roll/pop per cercare di aprire il campo. Thibo l’arduo compito di trovare il giusto equilibrio, soprattutto nelle retrovie. Infatti ci si aspetta un upgrade in tal senso, anche al netto degli innesti fatti in estate. Ci si aspetta una fase difensiva intensa, con aiuti continui e oculatezza nella chiusura delle linee di passaggio; inoltre, grazie a Gibson, la protezione del ferro avrà giovamento: con i lunghi ben piazzati nel pitturato, sarà dura per gli avversari andare a concludere.
La possibile crescita di KAT per quanto riguarda il tiro da 3 (36.7% la scorsa annata) potrà permettere ai Timberwolves di aprire maggiormente il campo.
I progressi evidenziati da Andrew Wiggins (23 punti col 45% dal campo nella passata regular season) dovranno avere un seguito anche in questa cruciale stagione se vorrà continuare a essere considerato spalla credibile della vera stella della squadra.
L’idea di Thibodeau è proprio quella di affiancare a questa coppia di fenomeni un nucleo esperto e capace di prendersi responsabilità nei momenti cruciali dei match. E non vi è dubbio che sia Butler che Crawford corrispondano perfettamente a questo profilo, rendendo più che sopportabili le perdite di Rubio e LaVine.
La strada per ritornare ai playoffs è piena di ostacoli, e il livellamento verso l’alto dei valori a ovest rende tutto maledettamente più complicato. Ma la piccola rivoluzione estiva dei Timberwolves resta uno dei cambiamenti più interessanti dell’intera lega, e in molti sono pronti a scommettere su un immediato – e storico – ritorno alla postseason. Il percorso intrapreso a Minnesota sta entrando finalmente nel vivo, e se tutto va per il verso giusto avremo presto un’altra mina vagante nel calderone della Western Conference.


